«Usurato, ora lasciatemi la casa»

ALBUZZANO Al primo appuntamento, per fare l'offerta, non si era presentato nessuno. E la villetta di Albuzzano, pignorata dalle banche e messa all'asta, è ancora nelle mani di Giuseppe, 60 anni, l'imprenditore di Albuzzano vittima di usura ed estorsione, che aveva avuto il coraggio di denunciare i suoi aguzzini, farli arrestare e condannare. Lo Stato aveva riconosciuto a Giuseppe, titolare di un negozio di ferramenta con tre dipendenti, una cifra di 100mila euro dal fondo di solidarietà per le vittime del racket. Questo non era bastato però a cancellare i debiti. Per la casa, oggi stesso, si svolgerà una seconda asta all'istituto di vendite giudiziarie di Pavia. E l'imprenditore rinnova il suo appello «affinché non si presenti nessuno». Un appello rilanciato anche da Romeo Iurilli, di Confesercenti, che sta seguendo da tempo la vicenda. Come se non bastasse, a Giuseppe è arrivata in questi giorni una comunicazione del Tribunale di Pavia, che lo condanna a 2mila euro di multa o un mese e 18 giorni di reclusione per il mancato pagamento di alcune cartelle Inps. Cartelle che si riferiscono agli anni dal 2005 al 2007, proprio quando l'uomo era sotto il tallone degli estorsori. «Oltre al danno la beffa – si sfoga Giuseppe –. Lo Stato non può dare una mano da una parte e poi affossarti dall'altra. Voglio credere che il giudice che ha notificato l'atto per il presunto pagamento dei versamenti Inps non sia a conoscenza della situazione, altrimenti saremmo di fronte a un paradosso. Anche perché di quelle cartelle non so niente, non mi è mai arrivato nulla da pagare. Ora, con il mio legale, abbiamo fatto opposizione e aspettiamo di capire cosa succede». Nello stesso tempo, Giuseppe ha anche mandato una comunicazione dell'accaduto al prefetto Giuseppa Strano, che si era preoccupata di seguire il caso. (m. fio.)