Torna la tensione sugli spread, borse giù
di Andrea Di Stefano wMILANO Il permanere della tensione sulla Spagna ha spinto anche ieri gli spread e depresso le Borse che sono sul finale hanno registrato recuperi per prese di beneficio legate alle festività pasquali e qualche timido segnale positivo dall'occupazione negli Stati Uniti. A peggiorare il clima l'andamento dell'asta del tesoro francese: Parigi ha collocato 8,44 miliardi di euro, nella parte alta della forchetta prevista, con un rendimento dei titoli a 10 anni salito dal 2,91% dal 2,98% della precedente asta. Una goccia che ha alimentato le tensioni sul mercato obbligazionario periferico con lo spread tra Spagna e Germania balzato a 400 punti (gli stessi livelli di dicembre) e lo spread BTp-Bund salito a 371 punti. Sui mercati c'è scetticiscmo circa lo standby dell'approvazione di riforme strutturali in Italia e Spagna e dopo che la Federal Reserve ha allontanato l'ipotesi di operare nuovi stimoli attraverso una terza manovra di allentamento monetario. Milano ha terminato le contrattazioni in lieve calo dello 0,2%, dopo essere arrivata a cedere oltre il 2% nel corso della giornata. Con la performance di ieri, il principale indice della Borsa milanese ha azzerato il recupero messo a segno da inizio 2012: il bilancio del FTSE MIB dal 30 dicembre scorso è ora dell'1% circa. Il picco dell'indice in questi primi tre mesi è stato toccato il 19 marzo a 17.133 punti con un guadagno da inizio anno del 13,5%. Nel resto d'Europa, Madrid e Lisbona hanno ceduto rispettivamente l'11% e il 3% da fine 2011, Londra segna ancora un saldo positivo con +1,6% così come Parigi (+4%) e Zurigo (+3,4%). La migliore in questa prima parte dell'anno resta Francoforte che è salita del 13,8%. Lo stesso Mario Draghi ha confermato che i mercati chiedono ai governi di varare le riforme. Il Comitato di Politica Monetaria della Banca di Inghilterra (Boe) ha deciso di lasciare inalterato il tasso di interesse di riferimento allo 0,5%, il minimo storico, in vigore dal marzo 2009. Nella riunione odierna il Comitato - riferisce una nota della Boe - ha anche deciso di lasciare inalterato il programma di acquisti di titoli attuato, in pratica, attraverso la creazione di nuova moneta. Il totale degli interventi di «stimolo», che aveva subito a febbraio una ulteriore iniezione da 50 miliardi, ammonta a 325 miliardi di sterline. ©RIPRODUZIONE RISERVATA