Asmt venduta ai privati Via libera dal Consiglio

TORTONA Il Comune ha deciso di vendere l'azienda più prestigiosa, l'Asmt, che si occupa di gas, raccolta rifiuti e acqua. La decisione è stata presa ieri sera in Consiglio comunale, con i voti favorevoli della maggioranza, ad esclusione del presidente del Consiglio, Franco Carabetta, che si è astenuto. Contraria l'opposizione. La scelta ha sollevato aspre polemiche e critiche da parte della minoranza, che ha contestato a gran voce la giunta-Berutti, dicendo che in questo modo «si perderà il controllo delle bollette». L'Asmt vale, secondo una perizia del tecnico Angelo Sirocchi, 5 milioni e 460mila euro. Il socio privato dell'azienda, la ditta Iren (ex municipalizzata di Genova), ha diritto di prelazione. La cessione dell'Asmt, tramite bando pubblico, dovrebbe concludersi prima dell'autunno. «Si tratta di una scelta obbligata – dice l'assessore Daniele Calore – Il Municipio ha problemi di liquidità, per noi è una scelta obbligata». «Vendiamo perchè siamo in bolletta – ha detto Adriano Fracassi della Lega Nord – Dobbiamo pagare i fornitori perchè non pssiamo far fallire le aziende tortonesi, cui il Comune deve dei soldi». Dure le critiche sollevate dall'opposizione. «Il Comune perde il controllo dei beni essenziali – ha detto Ronchetti dell'Idv – Si tratta di una decisione epocale mai presa da nessuno». «L'Asmt – dice Giorgio Bailo dell'Udc – è nata 30 anni fa ed è sempre stata il fiore all'occhielo del Comune, una società in salute, sempre in attivo con utili consistenti, è una scelta dolorosa per il Comune. Ma era proprio necessario?». Gianluca Bardone del Pd ha detto: «Oggi la città decide quanto far pagare di tariffe, il futuro è garantito, ma domani non lo sarà più. «Il problema legato alla decisione di cedere l'Asmt – dice Franco Filella del Pd – non è stato neanche portato in commissione, si tratta di una scelta sbagliata di questa amministrazione. In sintesi, una brutta pagina per la città di Tortona». Il sindaco Massimo Berutti ha sottolineato fra l'altro: «Vendere l'Asmt era l'ultima cosa che avrei voluto fare, ma siamo stati costretti. Abbiamo trovato una situazione finanziaria molto precaria, per cui siamo stati costretti a prendere questa drastica decisione». Il dibattito consiliare è proseguito con l'esame delle misure correttive da attuare in tempi rapidi, per riuscire a fare in modo di sanare un bilancio che adesso come adesso vede un disavanzo che sfiora i 10 milioni di euro. (a.b.)