«Al piatlé» e la crisi delle stoviglie

PAVIA Al mercato settimanale di Piazza Grande si andava più di settanta anni fa e oltre a salumi, frutta e formaggi, si compravano vasi, stracci e scampoli. «Al piatlé», il «Vasaio, pentolaio, stovigliaio, vasellaio», si metteva con il suo banchetto e strillava alle signore che passavano. Con il passare del tempo, ai vasi sono andati via via aggiungendosi tutti quegli utensili che contribuiscono a rendere più bella la casa moderna, dai bicchieri in cristallo agli orologi. Ma anche servizi pregiati arrivati da lontano. E' lo spirito con cui sono nate due antiche botteghe di Pavia, Ramaioli e Pesci. Il negozio di Licia Ramaioli è aperto dal 1955 in Strada Nuova. E' la prima bottega ad aver introdotto negli anni '60 la lista nozze a Pavia. Chi racconta è il figlio, Pasquale Balzano, seconda generazione che parte subito dai tempi che sono cambiati e dalla crisi. «Ne risentiamo anche noi – spiega – è una crisi legata al cambiamento nei consumi. Per esempio qui non vengono più acquistate porcellane di un certo livello». Meissen, Villeroy & Boch, Joshua, Wedgwood, tutti nomi che suonano misteriosi ai giovani, più orientati verso altri prodotti. E se si pensa che anche la vicina ceramica «Vecchia Lodi» si dichiara al tramonto, ci si rende conto davvero che anche per questo settore si è a una svolta. «La crisi si nota anche da avvenimenti particolari – aggiunge la collaboratrice Monia Mambelli, che da Ramaioli lavora da diciannove anni – per esempio c'è chi ha prenotato il regalo degli sposi per la lista nozze ma non è mai venuto a pagare, con brutta sorpresa per la neocoppia». Ha fatto un po' effetto ai pavesi aver visto i portici della Varesina "spogliati" di un'istituzione della città, Casa Pesci, che si trova ora in corso Mazzini. Al suo terzo spostamento. La ditta nasce nel 1958 graze a Silio Pesci, unico figlio maschio con sei sorelle; ma è stata sua mamma, Maria Bianchi, ad aver dato il via all'attività, prima con il banchetto al mercato, poi con il negozio di abbigliamento in piazza della Vittoria, nel 1949. «Era una donna eccezionale – racconta Paola Longhetti, moglie di Silio, scomparso anni fa – mi ha sempre aiutata: prima era ambulante e vendeva scampoli nei mercati, poi, con il primo negozio, sono arrivati anche i piatti, ed eccoci qui». Paola lavora accanto ai tre figli, Pietro, Paolo e Luca, nella gestione dei negozi: sono alla terza generazione di "piatlé". «Devo davvero ringraziare i miei figli per l'impegno che ci stanno mettendo e per la passione, soprattutto nella sistemazione di questa nuova sede – dice Paola – quanto ai miei clienti, sono molto affezionata; per esempio, loro sanno che non amo cucinare e mi regalano brasato, polenta e ravioli». Un gesto di affetto nei confronti di una famiglia diventata un'istituzione in città. Valeria Gatti