Poma: «La Scotti riparte dalla A2»

PAVIA Come il commissario Montalbano, Gigi Poma ha attraversato nelle ultime tre stagioni la sua «età del dubbio», uscendone più pragmatico e con un piano triennale per ripartire dopo la retrocessione in A2, la seconda consecutiva e con un magro bottino, cioè 4 punti e con una sola vittoria contro la Scavolini Pesaro. Dottor Poma, che categoria farà Pavia nella prossima stagione? «Penso la A2 perché le speranze di ripescaggio sono quasi nulli, diciamo l'1%». Perché siete retrocessi? «Avevamo una squadra molto giovane e abbiamo inserito in corsa innesti di esperienza che non han prodotto l'effetto sperato ma che ci hanno permesso di giocare comunque alla pari con le altre. Alla fine, meritavamo di retrocedere». Che stagione è stata? «Un anno molto sereno, indipendentemente dai risultati, siamo tornati a fare volley divertendoci. E più di un'atleta è cresciuta, penso a Gennari e Koeva, quasi sconosciute prima». E Alice Degradi? «Ha 16 anni e tanta strada da fare, ma se è arrivata alla maglia azzurra pre-juniores è anche perché ci sono stati dei fessi che l'hanno fatto giocare in A1. Da qui non si muoverà finché non avrà completato la maturazione». C'è il rischio che lei ed altre vadano via? «Di fronte a certe offerte alcune giocatrici potrebbero andarsene, ma per me sono tutte confermate e spero che capiscano che il progetto conta più della categoria. I nostri tecnici, tutti confermati, le hanno fatte crescere. Anche altrove si punta sui giovani, poi però non li si manda in campo per paura di perdere». Ha ancora senso fare una A1 che dura tre mesi e mezzo? «No, la federazione internazionale non può imporre a federazioni del livello italiano di concentrare così il campionato per gli impegni delle nazionali. Capita solo nel volley». Cosa si può fare? «Non è vero che un campionato a 14 squadre costerebbe di più e avrebbe un valore minore. Tante giocatrici buone vanno in B1 solo per i soldi. Va eliminato il blocco del numero delle straniere equiparando davvero le comunitarie alle italiane». Basta questo? «Non ci sono sgravi o incentivi per l'attività giovanile e infatti molti club di A1 non hanno un vivaio proprio, al massimo lo comprano. Per chi vince i titoli provinciali il premio sono pochi palloni». Il volley pavese è in crisi, cosa si può fare? «Le società delle altre province fanno gruppo per creare la miglior squadra possibile per vincere i regionali. Deve essere il presidente del comitato provinciale a coinvolgere per primo i club perché si formino queste squadre, non importa dove. Noi siamo disponibili». Continuerà il connubio con la Riso Scotti? «Vedrò Dario Scotti in settimana e gli chiederò di fare un progetto pluriennale per poter accompagnare il nostro nuovo progetto. Abbiamo ricostruito un gruppo di lavoro e vogliamo andare avanti sanando i debiti pregressi e facendo crescere giocatrici che restino nel tempo, senza dover stravolgere la rosa ogni anno. Minivolley e under 12 saranno il nostro fiore all'occhiello e diventeremo un punto di riferimento per i vivai». Che squadra sarà in A2? «Ripartiamo dalla rosa di A1. Ho già visionato un opposto olandese, mi piacerebbe riportare a casa un giorno mia figlia Celeste che ha ancora un anno di contratto in A1 a Parma. Entro tre anni avremo una squadra giovane, forte, fatta in gran parte in casa. Poi non ci fermerà più nessuno». Fabio Babetto