Dolore e speranza nel santuario della fede

STRADELLA Questa sera alle 21 la seconda edizione della rassegna "I Teatri del Sacro" al teatro Sociale di Stradella, mette in scena "Per quell'acerbo dolore" riconducibile al filo conduttore "Il Mistero e la Parola: quando il teatro incontra la fede". E' l'ultimo dei tre appuntamenti in cartellone (dopo "Apocalisse" e "Parabole di un clown...e Dio nei cieli ride"). Scritto da Giusi Quarenghi - da un'idea di Eraldo Maffioletti e Enzo Guardalà - e messo in scena da Piera Rossi, con interpreti Ferruccio Filipazzi e Miriam Gotti, lo spettacolo parla della storica devozione al Santuario della Madonna della Cornabusa (che nel dialetto locale sta per roccia buca, montagna bucata), che si trova in Valle Imagna, nella Bergamasca e che, almeno dal XIII secolo, offre rifugio e conforto a quanti, di stanza o di passaggio nei territori circostanti, si sentono pellegrini sulla terra («Il santuario più bello, perché costruito da Dio e non dagli uomini» così ebbe a dire Papa Giovanni XXIII, anche lui bergamasco). «Alla Cornabusa mi ci portavano da bambina – spiega Giusi Quarenghi - Era una giornata esposta al dolore, la temevo. Ci sono tornata recentemente e ho ritrovato il dolore e anche un luogo capace di prenderlo con sé. Mi ha incantata la lingua delle memorie del santuario raccolte da un sacerdote della valle, nel 1867, con anche le note e aggiunte di altro sacerdote bergamasco, nel 1892. Ho trovato una lingua che documenta e racconta, ed è insieme testimonianza storica e culturale, resoconto di vissuti, indagine ed evocazione. Perché non riascoltarla?». Lo spettacolo vede Ferruccio Filipazzi nel ruolo di narratore, accompagnato dalla voce solista femminile di Miriam Gotti e dal musicista Luca Rassu (scenografia di Marco Muzzolon, tecnico Carlo Villa). «Giusi Quarenghi mi ha fatto dono di questa narrazione sulla Cornabusa perché la mettessi in voce – dice Filipazzi - Sono storie gonfie di dolore e di speranza, che testimoniano il nostro mai compiuto andare e venire per il mondo, ingenuo e faticoso, meschino ed eroico; nostro, di noi uomini e donne, a partire da chi è andato e venuto ben prima di noi. Voci e suoni di strumenti antichi e moderni mi aiutano a raccontare dal vivo i loro pensieri ed emozioni». Diretta artisticamente da Fabrizio Fiaschini, la rassegna "I Teatri del Sacro" è un progetto nato nel 2008 un bando nazionale che selezionava spettacoli teatrali dedicati all'approfondimento del sacro e dell'esperienza spirituale e religiosa e interreligiosa. Dalle prime due edizioni che hanno debuttato a Lucca, ha preso avvio il progetto "Il Mistero e la Parola: quando il teatro incontra la fede", che riproponeva a Stradella, nelle tre domeniche prima di Pasqua, i tre spettacoli più interessanti tra i vetisette dell'ultima edizione. Sono produzioni che indagano alcuni pilastri fondamentali di ogni rivelazione religiosa e di ogni ricerca spirituale dell'uomo: la parola, l'incontro con Dio, il senso della vita e il rapporto con la morte. Informazioni e prenotazioni per i biglietti – intero 10 euro, ridotto 8 euro – al numero 333.1988689, dalle 14 alle 20. Marta Pizzocaro