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GARLASCO Solidarietà e rispetto. Sono le due regole alla base del movimento provinciale per la donazione del sangue: è approdata ieri mattina a Garlasco la 65esima edizione dell'Assemblea Provinciale Avis Pavia. Un Teatro Martinetti in lustro ha accolto le rappresentanze delle ventuno sezioni comunali di Avis, vera risorsa del territorio in materia di raccolta delle donazioni e orgoglio da parte della presidenza provinciale nella persona di Francesco Spadini. «E' davvero con grande soddisfazione che siamo arrivati a questo appuntamento e il mio grazie va a tutte le sezioni comunali senza distinzioni di numeri e risultati – dichiara il presidente – in particolar modo ringraziamo l'Avis Garlasco e l'amministrazione comunale, presente stamattina con il sindaco Farina e l'assessore Maffei, per l'ospitalità che ci ha saputo dimostrare». Presenti in sala anche don Angelo Croera che ha ricordato il valore della donazione «come atto di amore«, così come «ha detto Monsignor Vescovo nell'ultimo incontro con i cresimandi». Presente l'assessore provinciale Emanuela Marchiafava. In apertura del convegno si è ricordato di come proprio a Pavia sia nato, seppur in fase embrionale, il movimento per la donazione del sangue: è stato il professor Paolo Introzzi, primario della clinica del San Matteo e co-fondatore della Società Italiana di Ematologia e presidente della Società Internazionale della Trasfusione di sangue a scrivere 75 anni fa che «la trasfusione del sangue, affrontata fin dal 1926, ha costituito e costituisce ancor oggi un campo fecondo di ricerche scientifiche e di applicazioni pratiche». Nel presentare i dati statistici della sezione provinciale Avis per l'anno 2011, coincidente con le celebrazioni dei 150 anni dall'Unità d'Italia, gli organizzatori hanno riproposto un parallelo tra le varie fasi della storia del paese e quelle dell'associazione: «Avis e Italia sono un binomio inscindibile». Storie di donatori. «La mia storia come donatore è cominciata a 18 anni – afferma Giuseppe Pallanza, 26enne consigliere per l'Avis Robbio – ho raggiunto le 34 donazioni grazie alla sensibilità che mi è stata trasmessa dalla famiglia». «L'emozione più bella di poter donare il sangue è sapere che nei pochi minuti del prelievo stai salvando una vita umana – afferma commosso Andrea Antico, 31 anni e presidente di Avis Palestro – è una sensazione che vedo negli occhi degli altri donatori e che mi sprona ad andare avanti nel trasmettere questa consapevolezza alle altre persone». «Purtroppo ho interrotto l'esperienza di donazione attiva per motivi personali, ma sono collaboratrice con la mia sezione – spiega invece Roberta Buselli, vicepresidente vicario di Avis Robbio – la prima volta che ho donato avevo un po' di paura, ma è stata vinta nel vedere le persone vicine a me che donavano con il sorriso sulle labbra, lo ricordo ancora bene». «Il mio obiettivo è portare i donatori di Confienza a 100, per ora siamo in 75 – dice risoluto Paolo Fioravanti, il più giovane presidente di sezione comunale – da poco utilizziamo anche un profilo Facebook per cercare di stimolare la cittadinanza, organizziamo manifestazioni e iniziative e la gente ci segue». (m.p.b.)