Broni, processo Fibronit La Provincia parte civile
Martedì 3 aprile. Giornata che i bronesi sperano imprima una svolta al futuro di Broni. Innanzitutto per concludere la bonifica dell'ex area Fibronit-Ecored, di cui è quasi terminato un lotto su 5. La visita del ministro Balduzzi «arriva in un momento storico di cruciale importanza per il futuro della nostra città e del territorio - dice il sindaco di Luigi Paroni (nella foto) - Siamo alla vigilia del processo e soprattutto ci stiamo avvicinando al termine del primo lotto dei lavori di messa in sicurezza del sito, termine critico per il reperimento dei fondi necessari per completare le successive fasi della bonifica». «Ora tutti insieme – continua Paroni – istituzioni, associazioni e cittadini, dobbiamo lavorare per liberare definitivamente Broni dall'amianto facendola ritornare a essere città di sole e vigne». di Simona Bombonato wBRONI Fibronit: dopo il Comune di Broni anche la Provincia si costituirà parte civile nel processo che vede imputati dieci tra amministratori e dirigenti accusati di disastro doloso e omicidio colposo plurimo. «Danni inimmaginabili alle persone, anche morali, e all'ambiente – spiega il presidente Daniele Bosone – Penso ai malati, agli esposti e a quanti purtroppo si ammaleranno in futuro. E penso ai danni per milioni e milioni di euro causati all'economia locale, in termini di agricoltura e indotto turistico, perchè Broni indubbiamente subisce anche una certa "suggestione", sommati ai costi per la bonifica e lo smaltimento. Se non ci fosse stata la Fibronit tutto questo non sarebbe successo. Perciò abbiamo deciso di presentarci parte civile al processo. Perchè la gente, i bronesi soprattutto, sentano le istituzioni vicine». La posizione di piazza Italia arriva a pochi giorni dalla visita del ministro della Salute Renato Balduzzi, che sarà a Broni martedì prossimo con agli assessori regionali Luciano Bresciani (Sanità) e Daniele Belotti (Territorio). E a due settimane dall'udienza preliminare in camera di consiglio fissata per il 16 aprile in tribunale di Voghera. Bosone lo chiama "il disastro Fibronit". Decisione presa in giunta, continua, come «atto di giustizia e rispetto nei confronti delle vittime». Che sono 250 accertate, anche se mai come nel caso delle fibra killer che ha tempi di latenza fino a 40 anni, il numero dei morti è destinato a crescere, con 50 nuovi casi di mesotelioma stimati ogni anno da Broni a Stradella, Portalbera e circondario. Solo Avani e l'Osservatorio nazionale amianto (Ona) – anche loro parti lese al processo – hanno registrato l'interesse di 200 persone a chiedere a Fibronit un risarcimento. Malati, partenti di persone morte di amianto. «Di questi, sono cinquantina i casi di esposizione che stiamo valutando – spiega l'avvocato Ona, Ezio Bonanni – Cifre solo indicative. Faremo il punto nell'assemblea indetta per il 15 aprile». La vigilia dell'inizio del processo. Martedì, davanti al ministro, ci saranno gli ambientaliste e i comitati delle vittime, oltre ai sindaci dell'Oltrepo orientale. Bosone, che non esclude un sopralluogo alla cementifera («dipende dal tempo»), metterà in agenda i temi rimasti aperti: «Chiedo al Governo continuità nell'impegno per la bonifica». Bonifica per cui servono circa 15 milioni di euro, ed altrettanti per smaltire 40mila tonnellate tra lastre, macchinari, rifiuti contaminati. Oltre a sbloccare i fondi per gli esposti, Bosone si aspetta poi una risposta sull'idea di creare una «rete di assistenza per i malati di mesotelioma che chiami in causa San Matteo, Maugeri, Asl, Azienda ospedaliera». Centro che considera «imprescindibile» perchè «bisogna potersi curare vicino a casa».