Casini rinuncia ai benefit da ex presidente
di Maria Berlinguer wROMA «Ho avuto l'onore di servire la Camera dal 2001 al 2006, con onestà ed equilibrio come da più parti mi è stato riconosciuto, rinuncio con effetto immediato a questi benefici». Pier Ferdinando Casini con una lettera inviata a Gianfranco Fini rinuncia ai numerosi benefit messi a disposizione degli ex presidenti di Montecitorio. Ma il gesto del leader centrista resta isolato. Luciano Violante e Fausto Bertinotti, gli altri due ex presidenti che stando a quanto deciso giovedì dall'ufficio di presidenza di Montecitorio potranno usufruirne per altri dieci anni a partire dal 2013, a seguire il suo esempio non ci pensano proprio. «Non ho mai partecipato a fiere dell'ipocrisia e non intendo farlo neanche questa volta, nè intendo compiere esibizionismi, deciderò alla fine della legislatura in corso», dice il democratico Violante. Quanto a Bertinotti l'ex segretario di Rifondazione comunista fa sapere che «si atterrà come sempre a quello che ha deciso l'istituzione». Niente di più e niente di meno. Non seguendo la strada scelta al Senato che ha stabilito che tutti i privilegi concessi agli ex presidenti cessino entro il decimo anno dal mandato, la Camera ha deciso di essere maggiormente generosa con gli ex. A sorpresa giovedì l'ufficio di presidenza di Montecitorio ha deciso a maggioranza di eliminare le agevolazioni a vita concesse alle ex terze cariche dello Stato con una eccezione. Per chi era stato rieletto nell'attuale legislatura o in quella precedente la concessione di uffici, auto di servizio, segreteria di palazzo più cinque collaboratori sarebbero stati prorogati per altri dieci anni. Contati a partire dal prossimo. Una norma scritta quasi su misura per «salvare» Bertinotti, Casini e Violante. Gli altri due ex presidenti Pietro Ingrao e Irene Pivetti infatti perderanno tutti i privilegi a fine legislatura (la prossima primavera). Ingrao, che ieri ha compiuto 97 anni, da tempo fa vita riservata. Chi è furente è la Pivetti.«C'è una voglia di risanamento che è giusta ma una voglia di forca che non è giusta, io non ho nessuna auto e dal 1996 giro con i mezzi, l'ufficio della segreteria sì ma non sono soldi che vanno a me ma a chi lavora in quell'ufficio», dice la Pivetti. L'ex pasdaran leghistasegnala che per colpa della decisione della Camera ci saranno impiegati che resteranno senza lavoro dal 2013. «Secondo me hanno colpito me e Iingrao perchè non facciamo parte della casta». ©RIPRODUZIONE RISERVATA