«Torre dell'Orologio, serve controllo»
di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Frammenti di mattone dalla torre dell'Orologio, in piazza Leonardo da Vinci. Smossi dai piccioni che nidificano nelle buche pontaie. A lanciare l'allarme sono stati alcuni cittadini che hanno assistito alla caduta delle briciole rossastre. Ma sono subito scattate le contromisure: transenne e controlli a breve. Sarà l'Università, proprietaria della torre medievale, a disporre accertamenti ulteriori nei prossimi giorni. «Saliremo appena possibile con un ponteggio mobile per una verifica tecnica – spiega Lorenzo Duico, dell'ufficio tecnico dell'Università –. Ma già i vigili del fuoco che si sono avvicinati alle pareti più alte con la scala non hanno rilevato fessure nella struttura muraria. E nemmeno segnali preoccupanti». Polizia municipale e vigili del fuoco, intervenuti dopo le prime segnalazioni dei passanti, hanno comunque fatto subito transennare l'area attorno alla torre dell'Orologio, per precauzione. «La caduta di piccoli pezzetti si verifica a ogni disgelo – spiega Duico –. Quest'anno poi l'escursione termica è stata particolarmente accentuata, con un inverno rigidissimo». Ma cosa accade all'interno di un mattone medievale? «Durante la stagione invernale l'umidità entra nel mattone – E crea smagliature superficiali, briciole che si scollano. I piccioni entrano nei buchi pontai e smuovendole ne provocano la caduta». I piccioni nidificano o atterrano in quei piccoli quadrati presenti come file di bottoni nelle pareti della torre, usati nel Medioevo per conficcare i pali dei "ponti", cioè delle imnpalcature, su cui poi salire per completare le costruzioni particolarmente alte. E la torre dell'Orologio, che si staglia in piazza Leonardo da Vinci insieme a quella del Majno (di proprietà del Comune) e alla torre Fraccaro, è alta 40 metri. L'ufficio tecnico dell'Università dispone controlli annuali alle sue torri. Compatibilmente con le risorse che sono sempre meno, lasciano intendere in ateneo. Nel 1992, tre anni dopo il tragico crollo della torre Civica, il dipartimento di Meccanica Strutturale aveva attivato un monitoraggio, con sensori installati sugli edifici e collegati direttamente a una centrale operativa al Cravino che rilevava ogni impercetibile movimento. Un sistema analogo a quello che, a quel tempo, fu applicato anche al Duomo malato. Un progetto finanziato dal Ministero tramite il Provveditorato alle Opere pubbliche nell'ambito della salvaguardia del patrimonio monumentale di Pavia. Una città di impronta medievale che, secondo gli storici, aveva quasi 150 torri. Le poche conservate hanno bisogno di una stretta sorveglianza.