Muore ragazzino di diciassette anni

di Carlo Gobbi e Roberto Lodigiani wVOGHERA Emanuele si è arreso. Il male che lo accompagnava dalla nascita se l'è portato via ad appena diciassette anni. Lo piangono il padre Robert, la mamma Grazia, la sorella Federica, 22enne. I funerali si terranno oggi alle 15,30 nella chiesa di Medassino, il quartiere della città dove viveva con i suoi familiari. «Il nostro ragazzo è volato in cielo», mormora tra le lacrime il papà, che ha origini iraniane di etnia armena ma abita a Voghera dal 1980. Emanuele Nazarian Namagardi non è mai riuscito ad avere una vita normale, come tutti gli altri ragazzi. Eppure lui e i suoi genitori hanno sempre affrontato con grande coraggio e dignità questa sofferenza quotidiana. Sorretti da una fede profonda in Dio. Quella fede che, sette anni fa, li spinse a partecipare ai funerali di papa Karol Wojtyla. «Siamo andati a Roma per chiedere una benedizione, semplicemente per questo – spiegò, al ritorno, mamma Grazia – Mio figlio è celebroleso e in passato siamo stati anche a Lourdes: non abbiamo avuto il miracolo, però è servito comunque. Certo Emanuele non è guarito, la sua malattia è una cosa difficile da accettare, ma la nostra famiglia è unita, serena». Emanuele avvertì i primi sintomi della malattia quando era ancora neonato. «Aveva solo tre, quattro mesi – ha raccontato ancora la madre – I medici ignorarono il suo pianto continuo e non capirono che aveva un'infezione che l'ha ridotto così». Un dramma, un calvario che non ha ridotto alla rassegnazione più cupa e disperata i coniugi Nazarian. Robert e Grazia hanno reagito a testa alta. Si sono messi a studiare, a leggere libri, per capire quale fosse la cura più opportuna per Emanuele. Hanno lottato, proprio come i genitori del piccolo Lorenzo (una storia vera trasposta nel famoso film con Nick Nolte e Susan Sarandon), hanno sperato sempre in una guarigione che, purtroppo, non è mai arrivata. E nel loro cuore, insieme all'affetto dei medici e del personale del centro Paolo VI di Casalnoceto dove Emanuele, costretto su una carrozzina, si recava da anni, è rimasto impresso indelebilmente il ricordo di quel giorno trascorso a Roma, immersi nella folla immensa che si era radunata nella capitale per l'addio a Giovanni Paolo II. C'erano anche Robert e Grazia tra i volti muti e commossi che sfilarono per ore e ore, per giorni interi, davanti alla salma del Pontefice. Adesso, attorno a loro si raduna l'affetto e il cordoglio della comunità di Medassino, che a Voghera è quasi un paese a se stante, dove tutti si conoscono. Ieri, fino al tardo pomeriggio, alla camera mortuaria dell'ospedale, si è susseguito il pellegrinaggio di amici, conoscenti e vicini che hanno voluto recare la loro testimonianza; affollata, ieri sera, la chiesa parrocchiale per la recita del sacro rosario. La famiglia Nazarian abita in strada Pasquà, all'estrema periferia di Voghera, dove già la città dirada nella campagna verso Pontecurone. Gli alberi sono in fiore, ma una giovanissima esistenza è stata spezzata. La vita troppo spesso sa essere crudele. Addio, Emanuele. ©RIPRODUZIONE RISERVATA