Calcio sempre più in rosso Perdite per 428 milioni
ROMA Una fotografia impietosa che immortala la voragine del calcio italiano, con l'indebitamento della serie A salito fino a quota 2,6 miliardi di euro nel 2010-2011. Crescono i debiti, aumentano le perdite e cala soprattutto il valore della produzione. Colpa non solo dei trofei che non arrivano, ma soprattutto di un modello di business non più sostenibile perché basato quasi esclusivamente sugli introiti dei diritti tv, che in serie A rappresentano il 55% dei ricavi di esercizio. A scattare l'inquietante istantanea sul pallone professionistico italiano è il «Report calcio 2012», presentato nella sede dell'Abi dal centro studi della Figc, Arel e PricewaterhouseCoopers, con numeri inequivocabili: l'indebitamento complessivo della Serie A nel 2010-2011 è salito del 14%, 2,6 miliardi di euro contro i 2,3 miliardi della stagione precedente. Dura l'analisi del ministro dello Sport e Turismo, Piero Gnudi, che ha parlato di un sistema al collasso: «Io faccio il ragioniere e leggo bilanci molto preoccupanti. In altri ambiti, con quei numeri si parlerebbe di società prossime al fallimento. La crisi è ancora lunga e sarà difficile trovare dei mecenati che investano nel calcio. Si rischia di non avere società in grado di iscriversi ai campionati». Lo scorso anno le perdite sono cresciute del 23% a 428 milioni di euro, un risultato che coinvolge tutte le leghe: tra i 107 club analizzati (su 127) solo 19 hanno chiuso i bilanci in utile: 8 in A (Napoli, Udinese, Lazio, Parma, Catania e Palermo, più le retrocesse Bari e Brescia), 7 in B, 4 in Lega Pro. D'altronde il valore della produzione è calato ancora a 2,5 miliardi (-1,2%): un miliardo arriva dai diritti tv della sola Serie A che genera l'82% dei ricavi. La serie B pesa per il 14% (era l'11%) e la Lega Pro il 4% (era il 5%). Il costo della produzione è pari, invece, a 2,9 miliardi di euro, in aumento dell'1,5% rispetto alla stagione precedente. Sul fronte fiscale, nel 2009 il calcio italiano ha contribuito allo Stato con un miliardo di euro. Il numero complessivo dei tifosi allo stadio è calato del 4% a quota 13,3 milioni. E così lo scorso anno gli stadi della serie A sono stati riempiti solo al 56%, e la biglietteria ha pesato solo il 10% del totale del val