La potenza narrativa della Gilda di Testori

VOGHERA "A porte aperte", la stagione di prosa del teatro Arlecchino di Voghera, propone per domani sera alle 21 lo spettacolo "La Gilda del Mac Mahon", straordinario spaccato neorealista della società della periferia milanese anni '50, tratto dai racconti del grande scrittore e drammaturgo Giovanni Testori (1923-1993), che ispirarono anche "Rocco e i suoi fratelli". Prodotta dal teatro Out Off e interpretata dall'attrice pavese Elena Callegari (accompagnata della tromba di Matteo Pennese, il cui ruolo non è meno importante di quello attoriale), la pièce è diretta da Lorenzo Loris, premio della Critica Italiana 2011. Raccontata dunque da Testori - inventore di una straordinaria saga neorealista, sulla Milano degli operai e proletari degli anni cinquanta - "La Gilda del Mac Mahon" è uno dei suoi racconti più significativi, scritto nel 1959 e poi pubblicato in una raccolta di racconti dal titolo "I segreti di Milano". Una donna dalle fattezze provocanti che somiglia vagamente alla famosa diva americana Rita Hayworth e vive vicino al Ponte della Ghisolfa (quella che una volta era l'estrema periferia a nord di Milano) si innamora di un balordo, Gino Bonfanti e lo mantiene "come un signore", vendendo il proprio corpo ed incarnando l'emblema della "gioventù bruciata" delle periferie milanesi del dopoguerra, delle sue speranze deluse e illusioni bruciate, illuminate solo, per brevi attimi, dalle luci del varietà. «Spiegare perché ho scelto di portare in scena "La Gilda del Mac Mahon" equivale a spiegare il motivo e la modalità di tutta l'operazione drammaturgica – dice il regista Lorenzo Loris - L'Out Off ha avuto in passato un forte legame con Testori, uno dei più grandi drammaturghi e narratori del '900 che, alla fine degli anni '80, si innamorò della nostra vecchia sede dell'Out Off , in Via Dupret, allora poco più che un magazzino, uno spazio nudo e crudo nella sua essenzialità, e decise di rappresentare proprio lì la pièce "In exitu" con Franco Branciaroli, che faceva parte di una trilogia che aveva scritto per la Compagnia degli Incamminati. Dopo una serie di repliche l'Out Off organizzò tre incontri su "la parola in teatro" da cui nacque una sorta di manifesto dell'arte del teatro, ancora oggi fondamentale. Nel 2004 l'Out Off si spostò in Via Mac Mahon e decidemmo di dedicare uno dei testi di una trilogia su Milano che avevamo in programma, proprio alla Gilda, un personaggio che Testori aveva molto amato, non si sa se reale o di fantasia». Lorenzo Loris e la compagnia dell'Out Off videro giusto in quell'operazione perché il racconto di Testori, pur non essendo nato espressamente per il teatro, aveva una lingua così potente ed incisiva da poter reggere il confronto con il teatro senza troppe manipolazioni. «La vera operazione è stata far iniziare il monologo in terza persona, lasciando che man mano la voce narrante si trasformi in una prima persona, come se Testori stesso diventasse la Gilda, attraversando la propria parte femminile. Per questo, Elena Callegari all'inizio indossa abiti maschili e interpreta uno "pseudo-Testori" e piano piano diventa la Gilda stessa». Prima dello spettacolo, alle 18, Lorenzo Loris sarà ospite e protagonista di un incontro-chiacchierata sulla messinscena della Gilda del Mac Mahon e sulla figura di Giovanni Testori. Biglietti da 15 a 12 euro, info: 0383.645149-648124. Marta Pizzocaro