Fidel sempre più malato parla mezz'ora con il Papa
di Pietro Lambertini wROMA «Cuba e il mondo hanno bisogno di cambiamento». Benedetto XVI lo ha detto a Fidel Castro in un faccia a faccia di quasi trenta minuti e a 300 mila persone radunate in piazza della Rivoluzione all'Avana tra le immagini di Che Guevara e della patrona dell'isola, la Vergine della Carità del Cobre. Il Papa ha chiesto così più libertà per la Chiesa che vuole contare anche «nelle università». Dopo lo storico incontro del 1998 con Giovanni Paolo II, alle 19,30 di ieri (ora italiana, le 12,30 a Cuba), anche Ratzinger ha stretto la mano a Castro, lider maximo della rivoluzione ormai malato: il comandante cammina a fatica e si è mostrato con il collo coperto. L'incontro – un fuori programma che ha chiuso la visita in Messico e Cuba – non si è svolto nel palazzo presidenziale ma è stato Castro, con la sposa Dalia e i figli, ad andare da Benedetto XVI alla nunziatura. Una «visita cordiale», per il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi: Castro ha ringraziato Ratzinger per le beatificazioni di Madre Teresa e Papa Wojtyla. Poi una domanda: «Ma cosa fa un papa?». «È al servizio della Chiesa», la risposta. E qui Ratzinger ha scherzato sull'età (entrambi hanno 85 anni): «Sono anziano ma posso fare il mio dovere». E durante la messa nel luogo simbolo del potere comunista - «Questa piazza emblematica», così l'ha definita - il Papa ha fatto sentire la sua voce: ha riconosciuto che «a Cuba sono stati fatti passi avanti» ma ha osservato che «è necessario proseguire». È questo il messaggio a chi, come il vicepresidente Marino Murillo, ha detto che il sistema politico di Cuba non sarà cambiato mentre verrà «aggiornato» il modello economico per non mettere in discussione «le conquiste della rivoluzione»: «Desidero incoraggiare le autorità», ha detto il Papa, «a proseguire». A Raul Castro, successore di Fidel, il Papa ha chiesto che il Venerdì?Santo sia riconosciuto come festivo e ha parlato anche di diritti violati. Perché nella Cuba che si apre al mondo, le libertà civili restano un problema, la tutela dei diritti umani una questione aperta e i prigionieri politici ancora tanti. Il Papa che ha visto Fidel, non ha incontrato i dissidenti: «Non li ha visti ma li ha difesi», ha detto padre Lombardi. Ma, ieri, la polizia ha impedito al dissidente Oswaldo Paya del Movimento Cristiano de Liberacion di partecipare alla messa e, su Twitter, Yoani Sanchez, un'altra dissidente, ha denunciato arresti e linee telefoniche tagliate per impedire proteste. ©RIPRODUZIONE RISERVATA