Esodati, calcoli Inps: «Il numero è ancora incerto»

ROMA Il numero dei cosiddetti «esodati» non è ancora definito. Lo ha dichiarato ieri il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, durante un'audizione alla Camera. «Sicuramente– ha aggiunto – ci sono difficoltà nella definizione delle platee». Il termine «esodati» viene utilizzato per indicare i lavoratori che, in seguito alla riforma della previdenza, rischiano di restare senza lavoro e senza pensione a causa dell'aumento dell'età pensionabile. La riforma di Natale ha conservato le regole precedenti per chi, prima dell'entrata in vigore delle nuove norme, aveva accettato di lasciare il lavoro o era stato licenziato: viene garantita la pensione secondo i requisiti preesistenti, ma le risorse sono limitate e non tutti potranno accedervi. Ma quanti sono gli «esodati»? Nei giorni scorsi si è ipotizzata una platea di circa 350mila italiani interessati a capire quale sarà il loro destino. Il presidente dell'Inps, comunque, ha ricordato che c'è un tavolo al ministero del Lavoro (cui partecipano anche Ragioneria generale dello Stato e Inps) che sta elaborando i dati sulla platea e sulle decorrenze delle pensioni per questi soggetti. «Spero e credo – ha aggiunto Mastrapasqua – che il decreto venga emanato entro il 30 giugno». Susanna Camusso, leader della Cgil, ha detto ieri che la manifestazione unitaria del 13 aprile sarà per «tutti i lavoratori, perchè tali li consideriamo, che con la cosiddetta riforma delle pensioni sono diventati esodati: dovevano accedere alla pensione invece non hanno nè lavoro nè ammortizzatori e sono alla ricerca di una soluzione». Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, ha dichiarato: «Deve essere chiaro che su questo problema delle pensioni non faremo sconti a nessuno». (d.a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA