L'azienda Busi esce dalla crisi
MEZZANINO Crisi finita per l'officina Busi. C'era un ultimo punto di domanda per l'azienda specializzata in meccanica di precisione che ha i capannoni in via Malpensata. Vale a dire, la scadenza dei contratti di solidarietà prevista per l'11 aprile. Poche certezze sul quel che sarebbe successo dopo anche a febbraio, quando la situazione della ditta cominciava a dare i primi segnali di ripresa. La conferma oggi, a due settimane dallo stop all'anno di contratti di solidarietà. Tutti e trenta gli operai dei 35 dipendenti sono stati reintegrati a tempo pieno. «Come Fiom Cgil siamo soddisfatti – ha commentato il segretario provinciale Carlo Bossi – Questo dimostra che i contratti di solidarietà possono risolvere crisi anche pesanti. Anche in altri casi si potrebbe puntare sul minor costo del lavoro per fare rientrare i periodi non facili. Per quanto riguarda Busi ha inciso anche lo stop di alcuni grossi clienti: hanno fermato le forniture sapendo che non avrebbero pagato. Il resto è venuto da sè. Siamo contenti». Busi lavora sulle commesse esternalizzate da Agusta Finmeccanica. Produce per l'aeronautica e il settore delle auto, oggi soprattutto di marchio tedesco, da Bmw a Mercedes. Un mese fa l'azienda sembrava tutto fuorchè ottimista e nello stesso tempo restia a considerare cosa sarebbe potuto accadere alla scadenza dei contratti di solidarietà. «Esuberi di personale? Non ci voglio pensare, non credo proprio», ha ripetuto Sergio Orlandi, il titolare - Abbiamo aspettato fino a due anni per vederci pagare alcune commesse, ma le scadenze che deve rispettare l'azienda hanno tempi precisi, non attendono». Crisi rientrata grazie a un accordo sindacale che ha salvato trenta posti di lavoro e scelte imprenditoriali finalizzate a contenere i crediti.