«Sconfitto sul ring da un pugile dopato» Il tricolore a Frezza

PAVIA La Federboxe italiana ha squalificato per doping Stefano Langella e consegnato ufficialmente il titolo di campione italiano dei pesi welter al pugile di Borgo Ticino Gianluca Frezza, che nel dicembre 2011, a San Martino, era stato sconfitto ai punti. «Quando l'ho saputo ho pianto dalla gioia – si sfoga il 31enne pugile pavese –. Sono sempre stato convinto che Langella non mi avesse battuto ai punti e che fossi stato io a vincere sul ring di San Martino la cintura di campione italiano, tanto che uno dei giudici aveva assegnato un pari ed un altro la vittoria al mio avversario per un solo punto. Già questo verdetto aveva minato la mia determinazione a combattere ancora, poi quando ho saputo che Langella era stato trovato positivo all'antidoping ho anche scoperto che la sua marcia in più non era tutta farina del suo sacco». Frezza ha attraversato quattro mesi bui, dove le certezze costruite su una vita di passione e di impegno si stavano sgretolando. «Confesso che ho anche pensato di smettere con il pugilato – continua il pugile – oggi posso dire che giustizia è stata fatta. Devo ringraziare tutti coloro che mi sono stati vicini in questo periodo, da mia moglie Manuela al mio maestro Bernini a tutta l'Ap Pavia, dal presidente Maurizio Niutta al direttore sportivo Giancarlo Mezzadra, a tutti i ragazzi della palestra. Questo titolo rappresenta il massimo della mia aspirazione, quello che sognavo quando ho iniziato a tirare di boxe. Pochissimi credevano che sarei riuscito a conquistare la cintura tricolore quando ho iniziato a salire sul ring». La dote fondamentale di Frezza è la caparbietà, il sacrificio, l'allenamento continuo. «Il tricolore mi ripaga di tutti i giorni in cui mi sono alzato alle cinque del mattino per andare a correre – continua il pavese – dopo il lavoro andavo alla palestra e mi allenavo. Mi fermavo solo mezza giornata, mi sono allenato anche nei week end. Senza contare che per ogni match che ho sostenuto mi sono preso le ferie dall'ufficio. Questa notizia è la migliore che ho ricevuto dopo la nascita di mia figlia». Col titolo in tasca ora Frezza dovrà pensare alla difesa. «Sono pronto ad incontrare chiunque, perché sono io il campione. Il sogno? Che la Pugilistica Pavia riesca con un altro mezzo miracolo ad allestire la mia prima difesa a Pavia». Intanto che il match è ancora lontano, c'è spazio per i festeggiamenti. «Offrirò a Niutta, Mezzadra, Bernini ed a tutti i ragazzi della palestra che mi hanno aiutato una cena – chiude Frezza – è giusto che un titolo vada festeggiato con chi quotidianamente mi ha supportato negli allenamenti». Maurizio Scorbati