Muratore si dà fuoco e chiede scusa al Fisco

ROMA «Io le tasse le ho sempre pagate, vi chiedo scusa, ma ora non andate a chiedere questi soldi a mia moglie, lasciatela stare». L'uomo, un muratore di 58 anni, che ieri mattina si è dato fuoco davanti all'Agenzia delle entrate di Bologna, ha scritto queste parole, chiedendo scusa alla moglie e pure al Fisco, in una delle tre lettere che spiegano il suo tentato suicidio. L'ennesimo gesto disperato dettato dalla crisi economica. L'artigiano, titolare di una piccola impresa individuale per la manutenzione nelle case, era nella sua auto, una Fiat Punto, parcheggiata non lontana dalla sede dell'Agenzia delle entrate, quando poco dopo le 8 del mattino si è dato fuoco. Le fiamme sono divampate avvolgendo la macchina. «Ho sentito un gran boato, sembrava un incidente, un gran boato - ha raccontato Moreno Masotti, che ha assistito alla scena dalla finestra del suo ufficio - ma affacciandomi ho visto l'auto in fiamme, una palla di fuoco. Un vigile cercava di spegnere le fiamme con il giaccone su quello che sembrava un pezzo dell'auto... poi mi sono accorto che era un uomo». Avvisati da un automobilista dell'incendio, sono arrivati vigili del fuoco, 118 e municipale. Il primo ad intervenire in aiuto dell'uomo è stato un ragazzo straniero. Poi l'agente della municipale Lorenzo Rubbi, mentre cercava di spegnere la torcia umana, ha chiesto al muratore cosa fosse successo. «Mi ha risposto: "Ho tentato di uccidermi, voglio morire, voglio morire» ha raccontato Rubbi. Ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione del centro grandi ustionati di Parma - dove è stato trasportato in elicottero - l'uomo ha ustioni gravissime su tutto il corpo. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti sembra avesse debiti e problemi finanziari: in macchina sono state recuperate una lettera indirizzata alla moglie (che dopo aver appreso la notizia si è sentita male) e un'altra per il Fisco. «Chiedeva scusa alla moglie per quello che aveva fatto - ha continuato Rubbi - e anche all'Agenzia delle entrate, diceva che aveva sempre pagato le tasse e chiedeva di lasciare in pace la moglie». Dal sindaco di Bologna, Virginio Merola, al presidente della Regione, Vasco Errani, fino ai rappresentanti di Confcommercio e Codacons, è arrivato un commento unanime: «la crisi ora è anche sociale». «Quanto successo è sconvolgente - ha fatto sapere il primo cittadino - Questo gesto deve fare riflettere tutti perché è una richiesta di aiuto che non ci può lasciare indifferenti». Per l'assessore regionale alle Attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli, «più passa il tempo, più la crisi si conferma nella sua straordinaria gravità e, nella sua drammaticità, colpisce persone, famiglie, imprese e lavoratori rendendo sempre più urgente la politica di sostegno al lavoro e di rilancio dell'economia». Secondo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi «gesti estremi da parte di artigiani e piccoli imprenditori schiacciati dai debiti e dalle tasse sono purtroppo sempre più frequenti, e danno vita in Italia ad una vera e propria emergenza sociale». (a.d'a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA