Caja batte Milano e pungola Pavia «Crescere si può»
PAVIA L'impresa del giorno nella massima serie nazionale di basket è stata la vittoria di Cremona contro Milano. Se il general manager del team cremonese è l'ex guardia milanese Flavio Portaluppi, in panchina c'è il pavese Attilio Caja. Chiamato in corsa a novembre per sostituire Tomo Mahoric, Caja sta lentamente risalendo la classifica ed oggi è al terz'ultimo posto, avendo nel carniere la vittoria di prestigio con l'Armani Jeans. Con Caja il discorso non può non scivolare sulle prestazioni delle pavesi. «Il primo posto non è mai stato alla portata del New Bridge – taglia corto –. Tortona fin dalla prima partita di campionato ha dimostrato di essere superiore a tutte le altre. Non va dimenticato che i piemontesi da anni puntano ed investono per la promozione, anche commettendo degli errori. Facendo frutto delle esperienze passate hanno costruito una squadra di categoria superiore. L'Edimes è comunque in lotta per il secondo posto. Ha avuto qualche passaggio a vuoto, ma può ancora farcela. Sono convinto che ha una ossatura di squadra che nei play off potrà fare bene, arrivando sino alla finalissima con Tortona, che per quest'anno sarebbe il massimo. Fiume? Sta facendo bene, ma questa è una parentesi per un allenatore come lui specializzato sui giovani. Complimenti alla Paul Mitchell, cresciuta moltissimo, con tanti alti e pochi bassi, che ha ottenuto un risultato oltre le aspettative e ha saputo far crescere i giovani, come Maggio e Pederzini». Tornando in serie A, è quasi d'obbligo un commento sul match vittorioso con l'Armani. «E' stata la ciliegina sulla torta – sorride il coach pavese – avevamo davanti un periodo difficile di partite, che iniziava con Bologna, che abbiamo battuto. Da allora abbiamo perso solo a Biella e a Siena, battendo anche Teramo, Roma e appunto Milano, lanciando la volata per la salvezza. Io ero tranquillo, perché la squadra stava lavorando bene e abbiamo così ottenuto risultati importanti, anche se quella con l'Armani è stata quella di maggior prestigio». La Vanoli contro Milano ha avuto la forza di non darsi mai per vinta, di lottare fino a quando è riuscita ad imporsi proprio nel minuto finale. «E' stata la fotografia della partita con Bologna – sottolinea Attilio – noi siamo una squadra che difende e in questo modo riusciamo a bypassare anche i passaggi a vuoto dell'attacco. Il break degli avversari non scava mai un solco incolmabile, ma rimane attorno ai 7, 8 punti, così che bastano un paio di triple per rientrare». Maurizio Scorbati