Accordo per la Mapier evitati 54 licenziamenti
di Sandro Barberis wLOMELLO Non saranno licenziate le 54 dipendenti della Mapier che erano state messe in mobilità a gennaio. Ieri pomeriggio i sindacati e i vertici aziendali dello storico maglificio di Lomello hanno trovato l'intesa per evitare la soluzione più drastica e dolorosa per l'economia locale che sarebbe state quella dei licenziamenti. Gli esuberi si sarebbero concretizzati a breve se non ci fosse stato l'accordo dato che la cassa integrazione scadrà a giorni. In base all'accordo di ieri 52 operaie della Mapier (2 in meno rispetto a quelle messe in mobilità a gennaio) saranno in cassa integrazione per i prossimi 20 mesi. Fino a fine novembre 2012 avranno un trattamento di cassa integrazione ordinaria in deroga. Da novembre 2012 a novembre 2013 invece avranno sempre la cassa integrazione, ma quella straordinaria ministeriale. Dopo di che scatterà la mobilità, prologo del licenziamento. Inoltre è stato concordato anche che la cassa integrazione potrà essere estesa agli altri dipendenti della Mapier (in tutto una novantina) nel caso ci fossero problemi economici per l'azienda. Durante il periodo di cassa integrazione le lavoratrici in media avranno 700 euro mensili in busta paga. «L'azienda e il titolare Federico Sempio hanno dimostrato di aver mantenuto f ede all'impegno sociale che si erano presi - spiega Gianni Ardemagni (Cisl), che ieri è stato tra i firmatari dell'accordo per la Mapier - con l'intesa trovata abbiamo scelto la via meno drammatica per l'occupazione locale. Spero quest'atteggiamento venga seguito anche in altre vertenze». Durante l'incontro avvenuto ieri nella sede dell'agenzia regionale per il lavoro la Mapier però ha ribadito alle sigle sindacali la propria volontà di proseguire nella sua scelta di spostamento della produzione nell'Est Europa (l'azienda ha già una sede in Slovacchia). Lo storico stabilimento di Lomello però non chiuderà, ma si trasformerà. Da polo produttivo, con taglio e cucito dei prodotti di maglieria, come è stato fino a pochi mesi fa, diventerà una sede commerciale. A Lomello ci si occuperà di finitura, confezionamento, controllo qualità e commercializzazione dei prodotti. «I venti mesi di cassa integrazione per la lavoratrici sono un arco temporale che permette di prendere fiato - aggiunge Ardemagni della Cisl - in questo periodo interverremo con politiche attive in modo da garantire una riqualificazione professionale alle lavoratrici. In maniera tale che al termine della cassa possano trovare una nuova ricollocazione in un ambito anche diverso».