Alberto Cova, stavolta la sfida è alle urne
MORTARA Alberto Cova corre con il sindaco Roberto Robecchi: la battuta appare scontata, ma decisamente appropriata per raccontare l'avventura elettorale di questo campione olimpico del mezzofondo, che ha vinto l'oro nei 10mila metri a Los Angeles, e che ha scelto di scendere in pista accanto al primo cittadino uscente. Alto, asciutto, nonostante gli anni non è cambiato rispetto all'immagine dell'atleta scattante che tutti abbiamo celebrato sulle piste di atletica: si è solo tagliato i baffi. A metterlo in contatto con la lista civica è stato un altro candidato, l'avvocato Sandro Farina. Da poco più di un anno e mezzo si è trasferito a Mortara, dove abitava già la sua compagna, anche se, dal punto di vista anagrafico, risulta ancora residente a Inverigo. «Mi sono convinto ad accettare questa sfida ascoltando Robecchi, che ha parlato di sogno ed utopia – racconta il campione – attualmente mi occupo di formazione aziendale manageriale, e la metafora sportiva è uno dei punti di partenza per cominciare a relazionarsi con le persone. Uso le stesse parole, correlando sogno e possibilità: quando il sogno diventa possibile, l'utopia non c'è più». Oltre lo sport, che resta un elemento essenziale della sua vita, ha fatto un lungo cammino: «Ho fatto esperienza in Parlamento, dal '94 al '96 come deputato di Forza Italia; sono riuscito a passare dalla maggioranza all'opposizione. L'anno dopo mi ricandidai, ma per per pochissimi voti persi la sfida in un collegio della mia zona, dove la Lega già allora era fortissima. Poi dal 1997 al 2000 sono stato presidente della ex municipalizzata Milano Sport, che gestiva tutti gli impianti di Milano: abbiamo organizzato corsi per 100mila milanesi, ma per farlo abbiamo dovuto rimettere in piedi la macchina della gestione, è stato molto interessante. A livello amministrativo questo è invece il mio primo tentativo». Come vede, un personaggio del suo livello, il nostro territorio? «Mi piacerebbe portare anche qui la filosofia del mondo sportivo, non solo del "campioniamo" e l'ottenimento dei grandi risultati: c'è anche il benessere, l'opportunità di vedere le cose in modo positivo, la sfida di lavorare con un gruppo – sottolinea – qui ci deve essere il piacere di stare in una città, per vedere di orientare in modo piacevole quella che sarà la vita. Per fare questo non si possono fare solo strategie a breve termine, ma occorre pianificare anche a lunga scadenza, anche oltre il mandato di un'amministrazione». Quale giudizio sugli impianti sportivi cittadini: «Le strutture sono valide, bisogna trovare una rete di comuni, dei consorzi che possano attuare attività di raccordo, su progetti che così possono avere anche un respiro europeo, tentando di coinvolgere il maggior numero possibile di persone». Simona Marchetti