Bollicine rosa, la passerella al Vinitaly
VERONA L'Oltrepo Pavese si riprende la scena nazionale e con i suoi spumanti e dal palcoscenico di Vinitaly fissa un punto fermo: i suoi 3mila ettari a Pinot nero possono farne la capitale italiana della spumantistica rosé da uve a bacca rossa. Ci sono già 36 aziende che ci credono, dalle piccole alle cantine sociali. Il Metodo Classico in Oltrepò Pavese significa 1milione e 500mila bottiglie. Lunedì a Verona un convegno per tracciare la rotta: «Cruasé, il futuro in rosa dell'Oltrepo Pavese metodo Classico». «Lo slogan che abbiamo usato come titolo del convegno - spiega Matteo Marenghi, direttore del consorzio Tutela - si è rivelato efficace ; le bollicine classiche, nella versione in rosa, scelte come emblema della tradizione spumantistica locale hanno le carte in regola per divenire un punto fermo della produzione per gli anni futuri. Abbiamo infatti bisogno che più massicciamente le aziende vitivinicole del territorio scommettano sul Cruasé». L'Oltrepo, come ha spiegato Fabiano Giorgi, vicepresidente del Consorzio, vuole farsi conoscere con maggior aggressività commerciale e d'immagine. Come ha dimostrato Giampietro Comolli, direttore dell'osservatorio economico dei vini spumanti, c'è spazio di crescita, sia in Italia che all'estero, sul segmento delle bollicine. Mario Fregoni, professore di viticoltura di fama mondiale, ha illustrato come, numeri alla mano, l'Oltrepo sia di gran lunga l'area italica più importante per la coltivazione del Pinot nero. Federico Castellucci, direttore dell'OIV (Organizzazione internazionale della vite e del vino, con sede a Parigi), ha ricordato come l'Italia, leader indiscusso per l'esportazione di vini, deve ora puntare su tipologie a maggiore valore aggiunto, per far crescere anche i fatturati all'export e non solo i volumi. Al convegno ha partecipato il presidente della Provincia Daniele Bosone che ha sottolineato il rapporto vino-turismo-territorio. In sintonia con Giacomo De Ghislanzoni, presidente di Camera di commercio (che ha aperto il convegno), Bosone ha ricordato la nascita imminente del distretto del vino: « Dobbiamo individuare i vitigni e i vini su cui concentrare l'operatività del Distretto, nella convinzione che l'affermazione del marchio Oltrepo produrrà un decisivo effetto di traino sui mercati anche degli altri vini della produzione oltrepadana – ha detto il presidente - La scelta è di puntare, sul Bonarda, vino identificativo dell'Oltrepò Pavese, e sul pregiato Pinot Nero».