Broni, disagi sui treni Da Milano metà carrozze
di Simona Bombonato wBRONI «Siamo uno, due, tre... diciannove solo nello spazio che separa una carrozza dall'altra e fa un caldo terribile. Saranno sei metri quadri. Se mi sporgo riesco a contare le persone in piedi tra i sedili: sono venticinque». Ieri sera, poco dopo le 18, la voce di Laura ha raccontato al telefono la situazione del 20277 partito alle 17.46 da Milano Greco. Destinazione Broni e Stradella passando per Pavia. Umore tutt'altro che allegro tra i passeggeri del regionale più affollato del rientro. Sconcerto in stazione quando al posto degli 8 vagoni entrati a regime il 19 marzo dopo due anni di attesa, i pendolari ne hanno visti arrivare quattro. Il raddoppio delle carrozze promesso da Trenord è durato una settimana. Ieri si è tornati a viaggiare in modalità carro bestiame: viaggiatori pressati ai limiti dello svenimento in ogni centimetro quadrato calpestabile del convoglio. Altra testimonianza: «Io e un signore ci stiamo aggrappando alla maniglia scorrevole per rimanere in piedi. Chi si trova nella mischia si regge al vicino, chi è più alto invece si ancora al soffitto. Alla faccia delle sicurezza». Trenord non ha fornito spiegazioni. Il rientro di questa sera dirà forse se il disagio di ieri è stato momentaneo oppure la conseguenza di un passo indietro rispetto alla decisione presa pubblicamente dal direttore operativo Tiziano Garbarini, nel contesto di un tavolo di confronto con il Coordinamento dei pendolari pavesi tenutosi il 5 marzo scorso. In quella sede Garbarini si era impegnato promettendo 8 carrozze al posto delle solite 4 per il giorno della festa della papà. Detto fatto. Peccato però che dopo i primi viaggi a otto carrozze, qualcosa è cominciato ad andare storto. Nella seconda parte della settimana, sono tornati i conti sul numero di vagoni (otto), ma ai pendolari non è passato inosservato che le carrozze su cui viaggiavano non erano le stesse. Rispetto ai primi giorni, materiale vecchio, sporco, sedili senza lo spazio sufficiente a stare uno in fronte all'altro, porte tra vagoni difettose. Tutto abbondantemente documentato su Facebook all'indirizzo del Coordinamento guidato da Iolanda Nanni. Ieri sera, dopo le 18, l'amara sorpresa. Al posto degli 8 vagoni fatiscenti quattro accettabili. Puliti sì, ma pur sempre quattro. Tutto ciò ha voluto dire ripiombare nell'incubo di sempre. «E' già finito l'idillio del 20277? – si è chiesta una di loro sul web – Questo è corto e affollatissimo. Dopo una settimana da che avevamo ottenuto qualcosa. Finito tutto? Di già? Non ho parole». E Fabio: «Dopo l'esperimento vintage di stamattina il 20277 delle sei torna ad essere quello di una volta! Parlo di quattro carrozze strapiene e un caldo allucinante». Commenti pari pari a quelli pubblicati a cadenza quotidiana fino a una settimana fa. Trenord non ha spiegato il motivo dell'inversione di rotta nemmeno al Coordinamento. Iolanda Nanni, la rappresentante della categoria: «Brutte notizie per gli stradellini del 20277: questa sera navetta 4 a casse. Non ci è dato di conoscerne le motivazioni, purtroppo». Giovedì, in Regione, ci sarà un tavolo tecnico pendolari-Trenord sulla situazione della Mortara-Milano. Molto probabile a questo punto che una parentesi sarà dedicata a quanto successo ieri sulla tratta che la società si era ripromessa di potenziare dopo due anni di disagi.