Liti tra vicini e coniugi, solo 2 giudici di pace

PAVIA La giustizia più vicina al cittadino, quella che deve dirimere liti tra vicini, tra ex coniugi e contenziosi in incidenti stradali, a Pavia e a Corteolona è nelle mani di due soli giudici di pace. Due magistrati al posto dei nove previsti, che devono dividersi tra centinaia di procedimenti e fare i conti con la carenza, ormai cronica, di risorse. «Ci siamo ritrovati negli uffici di Corteolona a dover fare le fotocopie in Comune, perché la nostra macchina non funzionava», spiega Tiziana Belviso, coordinatrice dei giudici di pace a Corteolona (dove coordina di fatto se stessa, visto che è l'unico giudice attualmente presente) e facente funzioni a Pavia, intervenuta ieri mattina in Tribunale nel corso del Consiglio giudiziario. All'incontro, che ha tastato il polso alla giustizia a Pavia, era presente il presidente della Corte di appello di Milano, Giovanni Canzio, oltre ai componenti del consiglio giudiziario, al procuratore di Pavia, Gustavo Cioppa, al presidente del Tribunale di Pavia Giampiero Serangeli, della sezione penale Cesare Beretta, e ai rappresentanti degli avvocati, tra cui il presidente dell'Ordine Roberto Ianco. Canzio ha ascoltato le posizioni di tutti per arrivare alla conclusione che «Pavia è, rispetto ad altri Tribunali, un'isola felice». Con qualche neo. Gli avvocati hanno puntato il dito su alcune «prassi sbrigative» dei giudici di pace, come i rinvii delle udienze affissi in bacheca e non notificati agli avvocati e i «tempi tropo lunghi» del deposito delle sentenze. I dati forniti dalla coordinatrice Belviso sembrano però fotografare una realtà diversa. «Nel 2011 a fronte di 2.908 nuovi processi civili ne sono stati definiti 3.074, mentre nel penale i processi nuovi sono stati 346 e le sentenze 360 – spiega il magistrato –. E questo nonostante la carenza di personale. Si fa un lavoro straordinario per poter fornire un servizio il più accurato possibile al cittadino. Soprattutto tenendo conto che i procedimenti che arrivano davanti al giudice di pace riguardano sì reati minori, ma si riferiscono anche alle situazioni più diffuse, che la gente sente più vicine». (m. fio.)