Test killer a Barletta «Errore di etichettatura»
BARLETTA Gli agenti di polizia del commissariato di Barletta, in collaborazione con la polizia postale, sono riusciti a ottenere l'elenco completo di tutti coloro che hanno acquistato su eBay confezioni della medesima partita di prodotto somministrata nello studio privato di Barletta, dove il 24 marzo è morta una giovane donna mentre si sottoponeva ad un test per le intolleranze alimentari. Sono 21 in tutta Europa, uno solo in Italia: appunto il dottor Ruggiero Spinazzola di Barletta, tramite Ettore Cicinelli, il doganalista che ha materialmente acquistato su eBay quello che sarebbe dovuto essere sorbitolo ed era invece nitrito di sodio. Ora l'Interpol, allertata dagli investigatori di Barletta e Trani, sta contattando tutti gli acquirenti. Tre sono in Francia, uno in Belgio, uno in Lituania e tutti gli altri in Gran Bretagna. Dai contatti con questi acquirenti si cercherà di risalire, nel più breve tempo possibile, a chi quel prodotto sia stato ceduto, ulteriormente venduto, dove e a quale scopo, sotto quale forma. Secondo la Procura di Trani, intanto, il nitrito di sodio, sostanza tossica che potrebbe aver ucciso la ragazza, potrebbe essere stato immesso in contenitori etichettati come sorbitolo, che è invece un integratore alimentare innocuo. Insomma alla base della tragedia di cui è rimasta vittima la 29enne Teresa Sunna, potrebbe esserci stato un errore di etichettatura. Gli inquirenti però non si sbilanciano e anche ieri a palazzo di giustizia c'è stato un vertice sul caso al quale hanno partecipato anche gli amministratori della Cargill, l'azienda che ha la sede amministrativa italiana a Castelmassa (Rovigo) e che ha prodotto la sostanza venduta e poi commercializzata dalla irlandese Mistral via Internet. All'incontro anche gli avvocati che rappresentano l'azienda irlandese e il tossicologo Roberto Gagliano Candela che ha compiuto le analisi sulla sostanza ingerita (una soluzione letale con il 70 per cento di nitriti). Nel frattempo migliorano le condizioni delle altre due donne che hanno ingerito la sostanza. Addolorata Piazzolla, la 62enne di Margherita di Savoia ricoverata da sabato scorso, ha lasciato la rianimazione dell'ospedale Dimiccoli per il reparto di Medicina. La donna è cosciente e ieri è stata in grado anche di muovere qualche passo. In netta ripresa anche la seconda paziente di Altamura, Anna Abbrescia, 32 anni, ricoverata sempre a Barletta nel reparto di Medicina.