«Celtica», una nuova base per lo spumante
VERONA C'è chi ritorna al passato e ripropone il Nebbiolo in Oltrepo e chi guarda al futuro, pensando alle estati e sempre più calde e all'esigenza di produrre uve sempre con elevata acidità, per garantire spumanti all'altezza della tradizione. I padiglioni dell'Oltrepo pavese al Vinitaly non mancano di novità e curiosità anche quest'anno. Per la prima volta si presenta lo stand del centro di ricerca e formazione della vite e del vino di Riccagioia. Il direttore Carlo Alberto Panont, agli esperti del settore propone tre vini, nati da una rigorossissima e lunga selezione. Hanno nomi per lo più evocativi – Celtica, Virgilio e Pliniana – ma di sicuro interesse. "Sono basi spumante che consentiranno ai viticoltori di fare buoni spumanti anche con i cambiamenti climatici: alta acidità e ph basso". In qualche modo sul fronte opposto c'è Doria di Montalto, che da quest'anno è tornato a produrre il Nebbiolo: "Fino al 1750 in Oltrepo si produceva più Nebbiolo che Croatina (l'uva della Bonarda) – dice l'enologo Daniele Manini -. E riteniamo che il terreno, che abbiamo studiato con il professor Scienza dell'Università di Milano, sia particolarmente adatto". Chi invece punta quasi tutto sulle uve Pinot è Filippo Nevelli, titolare della storica azienda Ballabio, sopra Casteggio. Da due anni ha smesso di essere esclusivista di un grande produttore bresciano e sta producendo in proprio. Con grande soddisfazione. "Io posso dirlo tranquillamente: per me la crisi non esiste: nel 2011 abbiamo registrato un incremento del 27% del nostro fatturato. E il 90% del nostro prodotto si basa sul Pinot Nero. Certo, l'80 per cento del nostro prodotto finisce all'estero, ma il nostro Pinot è perfetto ed è in grado di sfondare nei mercati internazionali, anche perché possiamo confrontarci con un rapporto qualità/prezzo particolarmente conveniente". "Sì le nostre bollicine vanno bene, anche se io diversifico il prodotto – dice Fabiano Giorgi, uno dei grandi produttori oltrepadani -. Lo scorso anno a fianco dei nostri spumanti, sia metodo classico, sia charmat noi abbiamo lanciato il Crudo, un vino spumante con una confezione più giovane e moderna. Ne abbiamo vendute 180mila bottiglie e quest'anno puntiamo al raddoppio. Cos abbiamo scoperto che in Italia c'è un mercato che cerca qualcosa di diverso. (c.e.g.)