Obama a Russia e Cina «Riduciamo le armi»
SEUL Il presidente americano Barack Obama rilancia sugli armamenti nucleari, ancora troppi nel mondo: gli Stati Uniti possono ridurre ulteriormente il proprio potenziale, mantenendo inalterato però il deterrente strategico. Obama, parlando agli studenti della Hankuk University of Foreign Studies di Seul, mette in chiaro che intende sollevare la questione della distruzione degli arsenali con il presidente russo Vladimir Putin, appena eletto, in occasione del loro primo incontro utile, a maggio. Allo stesso, ribadisce con durezza il doppio monito a Iran e Corea del Nord, due casi spinosi per la comunità internazionale. Il luogo scelto dell'annuncio non è casuale: nella capitale sudcoreana è in programma il secondo vertice sulla sicurezza nucleare, che lui stesso ha fortemente voluto e inaugurato nel 2010 a Washington. «Possiamo già dire con certezza che abbiamo più armi atomiche di cui abbiamo bisogno», ha spiegato Obama. A Seul, Obama ripete la sua visione: «chi deride la nostra visione, dicendo che il nostro è l'obiettivo impossibile e sempre fuori portata, sbaglia». «Credo fermamente - aggiunge, con riferimento ai rilievi sul fronte interno dei Repubblicani contrari a un indebolimentò americano - che possiamo garantire la sicurezza degli Stati Uniti e dei nostri alleati, mantenere un forte deterrente contro qualsiasi minaccia, pur riducendo ulteriormente il nostro arsenale nucleare». Stati Uniti e Russia sono le prime due potenze nucleari del pianeta, mentre la Cina - che mantiene una cortina fumogena sulle sue spese militari - è stata più volte invitata da Obama «a unirsi a noi in un dialogo sulle questioni nucleari, con un' offerta che resta aperta». Sull'Iran resta il monito sull'esaurimento del tempo per «la via diplomatica» sulle sue ambizioni nucleari. «Nessuna ostilità verso la Corea del Nord, ma l'avvertimento a rinunciare al proposito di lanciare il satellite tra il 12 e il 16 aprile. Nel corso della giornata, Obama ha visto il presidente russo uscente, Dmitri Medvedev, alla sua ultima apparizione internazionale prima del passaggio del testimone a Putin. E poi, Hu Jintao. Dopo la mia rielezione, ha fatto sapere Obama a Medvedev in un colloquio raccolto fuori onda, sarò più flessibile. All'incontro, tra i 53 leader di tutto il mondo, anche il premier italiano Monti. «L'Italia - ha detto - è fra i Paesi che auspicano il rafforzamento del regime internazionale di sicurezza nucleare e sostiene l'introduzione di verifiche internazionali obbligatorie». Monti ha anche annunciato che la Scuola internazionale per la sicurezza di nucleare di Trieste è destinata a diventare un'iniziativa permanente.