SINDACO, ORA FACCIA CHIAREZZA

di STEFANO PALLARONI Sul caso Punta Est la città chiede trasparenza. Per di più alla vigilia della discussione del Piano di governo del territorio che definirà il volto di Pavia negli anni a venire. Il sindaco Alessandro Cattaneo ha convocato una conferenza stampa subito dopo i sigilli al cantiere di via Baldo degli Ubaldi e i tre avvisi di garanzia alla società costruttrice. Di fianco all'assessore leghista all'urbanistica Fabrizio Fracassi, Cattaneo ha spiegato che la vicenda delle case di Punta Est «nasce e si sviluppa nell'ambito tecnico». E' una spiegazione che non soddisfa la pubblica opinione. Gli amministratori hanno il dovere di dare risposte precise, puntuali e rigorose. E molto meglio ancora sarebbe, da parte loro, la capacità di prevenire eventuali irregolarità, sempre nell'interesse dei cittadini. Quelli che, con il voto, hanno scelto determinate persone per delegare loro la buona amministrazione di quel bene comune che è la città. Se a Punta Est dovevano essere create strutture universitarie, non è possibile ritrovarci oggi con una serie di case realizzate in zona di pregio e immerse nel verde. Il giovane sindaco di Pavia, che si è presentato sulla scena ormai tre anni fa con la faccia fresca e pulita, deve spiegare come si è arrivati a questo punto. A cosa serve stabilire la destinazione d'uso di un'area, fissarla su un documento pubblico approvato in pubblica assemblea, se poi nel chiuso degli uffici tutto può variare a seconda degli interessi in campo? Il discorso va oltre il caso di Punta Est, su cui la magistratura sta ancora indagando. Qui c'è la necessità di ottenere risposte politiche per conoscere quale sia la filosofia di Cattaneo nell'adempimento del ruolo di sindaco e il peso del suo impegno a venire nei confronti di Pavia. Cattaneo, sempre più attratto dalla politica nazionale e occupato dalla sua carica di vice presidente dell'Associazione dei comuni italiani (Anci), non può ignorare che la sua priorità resta la buona amministrazione di Pavia. E che a lui i cittadini, soprattutto quelli suoi coetanei che nel sindaco giovane avevano riposto tante speranze, chiedono anche un ruolo di garanzia. Ecco perché non possiamo accontentarci di colpe scaricate sui tecnici comunali. Il sindaco, su una vicenda chiacchierata da un anno almeno, aveva il dovere di visionare di persona le carte di Punta Est ed eventualmente interporsi, senza dover attendere l'intervento di un magistrato. Sorprende, perché Cattaneo è tutt'altro che un amministratore che lascia scorrere le cose. Quando ha voluto far sentire la sua voce - costituzione di parte civile nel processo sulla 'ndrangheta a Milano, ma non a Pavia nel procedimento per corruzione elettorale, poi il deciso sì sull'autostrada Broni-Mortara - le sue prese di posizione mai hanno difettato in quanto a chiarezza.