Museo storico, arsenale di pace
VOGHERA Sono più di settecento, conservate in ogni angolo e nelle teche del museo storico Beccari di via Gramsci a Voghera. Vanno dall'età napoleonica alla seconda guerra mondiale, e sono state tutte donate nel corso degli ultimi quarant'anni. Sono le armi, di tutte le fogge e misure (si va dai fucili ai pugnali passando addirittura per un siluro e qualche cannone) che negli ultimi mesi il gruppo dei volontari del museo stao ripulendo, fotografando e catalogando in formato digitale. «Un lavoro immenso – spiega la direttrice Giuseppina Bellinzona, vedova del fondatore del museo, Giuseppe Beccari – iniziato già da un paio di mesi ma che è ben lontano dal concludersi. Le armi si accumulano dal 1971, e nonostante fossero state in precedenza registrate negli archivi cartacei è stato solo negli ultimi mesi che ci siamo posti il problema di metterci al passo con i tempi e inserire i dati su computer. Quando avremo finito, ricevuta l'approvazione dalla questura e una volta sistemato tutto dietro le vetrine antisfondamento, potremmo dirci soddisfatti e invitare cittadini e autorità perché possano vedere con i loro occhi il risultato dei nostri sforzi». Al termine saranno esposte al pubblico un altro centinaio di armi, tra cui la Beretta calibro 9 con cui sarebbe stato inferto il colpo di grazia a Benito Mussolini e alla sua amante Claretta Petacci. Serena Simula