"La bottega del caffè", Goldoni indaga su vizi e sentimenti
VALENZA Questa sera alle 20.45, la Compagnia Gank di Genova porta in scena al teatro Sociale di Valenza "La bottega del caffè" - capolavoro di Carlo Goldoni (1707-1793) e classico della drammaturgia italiana – diretto da Antonio Zavatteri e interpretato da un cast, composto da Massimo Brizi, Filippo Dini, Lisa Galantini, Alessia Giuliani, Alberto Giusta, Roberto Serpi, Aldo Ottobrino, Pier Luigi Pasino e Mariella Speranza (scene e costumi di Laura Benzi, luci di Sandro Sussi). L'avvio della commedia vede il caffettiere Ridolfo prendere a cuore sia la sorte del giovane mercante di stoffe Eugenio - che da tempo frequenta assiduamente la casa da gioco di Pandolfo - sia quella di sua moglie Vittoria, che cerca invano di far recedere il marito da quel vizio dispendioso. Come spesso accade in Goldoni, il nucleo narrativo centrale si amplia presto, fino a formare un affresco composito e colorato, nel quale trovano collocazione anche la torinese Placida - che, travestita da pellegrina, va in cerca del marito Flaminio - e il nobile e prepotente don Marzio, napoletano ambiguo e chiacchierone, che ama ostacolare il desiderio delle due donne di ricondurre sulla retta via i loro mariti. Quel che ne esce è pièce spumeggiante, nella quale trovano spazio anche i sogni domestici della ballerina Lisaura. Prima di giungere all'esito rasserenante, però, Goldoni trova modo ancora una volta di accompagnare gli spettatori lungo il complesso e contraddittorio sentiero dei sentimenti . «Nel titolo di questa commedia non presento una vicenda, una passione o un carattere, ma una bottega di caffè, ove avvengono in una volta varie azioni e dove concorrono parecchi per diversi interessi», scriveva infatti Carlo Goldoni, il cui intento fu sempre quello di raccontare insieme il teatro e il mondo (in "La Bottega del Caffè" raccolti intorno a tre botteghe, il caffè, il barbiere e la "biscazza"). Ed è in questo spazio sospeso tra la realtà e il teatro, che la commedia disegna vari personaggi, avventori, gestori delle attività, giocatori, caratteri universali, umani, verosimili e veri. «La sfida – spiega il regista Antonio Zavatteri - è stata quella di reinventare quella piazza, quelle botteghe e quelle anime, cercando di rifuggire le forme stereotipate della commedia settecentesca, ma tenendo conto dell'imprescindibile arte e leggerezza goldoniana». Lo spettacolo è allestito dalla Compagnia Gank con il teatro Stabile di Genova e il Festival di Borgio Verezzi. Info: 0131.942276; www.teatroregionalealessandrino.it. (m. piz.)