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PAVIA La tessera del tifoso che svuota gli stadi n In origine fu la tessera del tifoso e dissero che era cosa buona e giusta: "La tessera del tifoso servirà a rendere le cose più semplici a chi andrà in trasferta". Orbene, dopo 2 anni dalla sua introduzione vi racconto una piccola storia di periferia. C'è un tifoso pavese che, tra gli altri, vorrebbe seguire il Pavia nell'anticipo serale di Vercelli. Giocando il venerdì, l'ultimo giorno disponibile per acquistare il biglietto è giovedì pomeriggio, in quanto il giorno della gara non si vendono biglietti per la tifoseria ospite. La Pro Vercelli indica tre rivenditori: un bar di Pavia, un benzinaio a Stradella e una tabaccheria a Vigevano (manca solo il prestinè ad Curtlona). Questo tifoso che lavora a Milano prende un permesso sul lavoro, si reca a Pavia, chiede il biglietto, ma "da mesi non facciamo più biglietti perchè lavoriamo in perdita" (n.b. la povera società emittitrice ricava solo il 20%(!) di commissione). Il tifoso pavese crede sia solo un piccolo disguido, ma la sua ingenuità lo farà precipitare in un vortice di follia che neanche il teatro dell'assurdo di Ionescu. Chiama quindi il distributore di Stradella e si sente dire: "Mi so nient". Ma ormai è diventata questione di principio. Il tifoso, "malato" di calcio, ma non al punto da spendere 20 euro di benzina per andare a Vigevano, chiama la Pro Vercelli. Alla domanda se si possono comprare biglietti di tribuna si sente rispondere: "Sì, ma solo se si è piemontesi". Ebbene sì, siamo tornati al Regno di Sardegna e al Lombardo-Veneto; ciò che non è riuscito alla Lega di Bossi è stata realizzata dal governo italiano e dai suoi rappresentanti locali. Al tifoso rimane il dubbio irrisolto se al tifoso piemontese si chiederà di dimostrare la residenza, la genealogia o il comune di nascita. Sia come sia, viene abilitato un altro bar di Pavia alla vendita del prezioso tagliando. Ligio alle regole, ma a questo punto "leggermente" contrariato, il tifoso pavese prende il secondo permesso dal lavoro, si reca al bar e finalmente riesce ad acquistare il raro e prezioso tagliando. Questa è la semplice procedura di chi possiede, in serie C, la mirabolante tessera del tifoso, strumento che combatte la violenza negli stadi in modo molto semplice: svuotandoli da famiglie e tifosi pacifici. Paolo Venturini SAN MARTINO Pista ciclabile salva-vita n Mi permetto di inviare una supplica al sindaco di Pavia e al presidente della Provincia perchè ritengo che sia fuori da ogni logica che due territori contigui, quello di Pavia e il Siccomario non siano collegati da un passaggio ciclo-pedonale della lunghezza di poche centinaia di metri, il percorso odierno infatti è oltremodo pericoloso per chi a piedi e in bici intende raggiungere sia Pavia che San Martino e Travacò. Andando a Pavia il ciglio della ex statale in quel tratto è impraticabile e la doppia fila di automezzi che in certe ore della giornata si formano rendono difficoltoso il passaggio; quando poi la fila non c'è, le auto arrivano in curva a velocità sostenuta lambendo il ciglio, nel percorso inverso da Pavia a San Martino si deve attraverare in curva un tratto di strada molto trafficato dove le auto dopo il semaforo del Borgo incrementano la velocità e non danno il tempo a chi deve attraversare di farlo in sicurezza. Ora da più di trent'anni si promette un collegamento ciclo-pedonale che il comune di Pavia deve realizzare in quel tratto di strada e che nonostante i solleciti non ha mai realizzato, faccio pertanto appello alle autorità, compresa la Prefettura affinchè sia tutelata la sicurezza di quei cittadini che percorrono quel tratto di strada. Franco Manidi LO STATO SENZA ETICA Azzardo, non è un gioco ma una condanna n Quando si sente una forte umiliazione, senza difesa. Perchè lo Stato incentiva il gioco per guadagno? Ci sono cittadini e famiglie con figli minori, diciamo " persone normali " che lavorano e vivono con molta fatica questa realtà economica che ci stringe alla gola e non da scampo. Oltre il danno " la beffa " perchè nei prossimi anni non solo dovremmo pagare i danni di questo sfacelo materiale, ma anche quello ben più grave alle strutture che curano le "dipendenze" e che già ora vedono centuplicate le richieste di aiuto; un costo che deve andare in detrazione al guadagno che lo Stato dice di avere sui giochi (macchinette, gratta e vinci, lotto ecc.e quanti nuovi vuole farne uscire?) Si fa ancora poco perchè molti ignorano la gravità del problema; e molti che si trovano invischiati si vergognano di denunciarlo. Questo Stato che definiamo normalmente civile fa cassa con un metodo che viene chiamato "gioco" ma se da tutto questo sistema si elimina la parola -gioco- si vede da subito cosa rimane; i bambinini giocano perchè serve per apprendere. Ma vicino ad una macchinetta a schiacciare dei pulsanti... e tutto questo col miraggio di - vincere facile, come dice la pubblicità dello Stato. No, perdere è più facile - curarsi poi è ancora più difficile, e perdiamo tutti noi sia in soldi che in umanità. Patrizia Brancaleone PIEVE PORTO MORONe L'Italia è in crisi? Colpa dei pensionati n E' un po' di tempo che penso alle frasi dell'ex ministro Brunetta dette a «Servizio pubblico» da Santoro: dato che gli operai appena andati in pensione non muoiono più come prima (e la vita si è allungata) non è più giusto smettere di lavorare dopo i 40 anni, ma bisogna proseguire. Dopo aver sentito quello che ha fatto il senatore Lusi, esponente per metà di centro-sinistra (che si è appropriato di un mucchio di euro, arrivati a fiumi dai rimborsi elettorali, tanti ma tanti), e quelli che avrebbero dovuto accorgersene non se ne sono neanche accorti, mi pare che si stia esagerando con il continuo accanimento sui pensionati che mandano in malora l'Italia. Anche quelli rubati sono soldi pubblici, come quelli delle pensioni: e ci sono soldi che arrivano anche a partiti che ormai non esistono più. Il brutto è che i media hanno trattato l'argomento pensioni come uno tsunami, mentre il sistema di ruberia escogitato dai politici è stato considerato come se uno avesse rubato delle ciliegie. Un domani a chi darete la colpa se scoppiasse la bile a qualche migliaio di persone, visto che la situazione non cambia mai se non in peggio e si sentono sempre le stesse cose? Siro Zangrandi FORUM L'acqua, un miraggio fonte di speculazioni n Sono stata a Marsiglia il 16 e 17 marzo per partecipare all'ultimo giorno del Forum mondiale dell'acqua, con la delegazione italiana interessata al Forum alternativo. Il Forum ufficiale che prevedeva 140 delegazioni ministeriali, 25.000 partecipanti da 150 paesi e 250 euro di iscrizione , è stato un flop, snobbato anche da Sarkosy che avrebbe voluto celebrare la grandeur francese anche in vista delle sue elezioni. Ho visto l'ultimo giorno un'enorme spazio fieristico semivuoto , pieno di standse di carte delle multinazionali con proposte di soluzioni tecniche costose ( si sa che la green economy è un business speculativo). Il forum alternativo, promosso per dire no alla privatizzazione dell'acqua, no allo sfruttamento dell'acqua minerale e all'accaparramento delle risorse per il profitto e sì al diritto all'acqua sana e pulita per tutti gli esseri viventi, ha registrato una buona partecipazione nei tre giorni di seminario, conclusasi con una manifestazione per le strade di Marsiglia nel pomeriggio di sabato, con più di 5.000 persone . Il logo ufficiale del forum era : tempo di soluzioni. Il forum alternativo ne ha fatto la parodia scrivendo: forum mondiale dell'acqua: il tempo dei problemi. In effetti la situazione è allarmante. Secondo l'Oms malgrado i progressi in tema di alimentazione e acqua destinata al consumo umano, una persona su tre nel mondo non ha acqua sufficiente per i propri bisogni quotidiani e se le proiezioni attuali verrannno confermate, 2 milardi e 700.000 persone nel 2015 non avranno accesso ai servizi idrici basilari . I più pessimisti prevedono che le prossime guerre saranno non per il petrolio ma per l'acqua. L'accaparramento delle risorse idriche per scopi industriali, in india , in Cina, in America latina con dighe e miniere e lo sfruttamento idrico sottraggono l'acqua alle popolazioni, così come in Italia la Rocchetta e la Nestlè prelevano milioni di litri d'acqua all'anno per i loro super profitti. Si sa che le multinazionali come la Nestlè si appoggiano a governi consezienti e alle organizzazioni globali per fare profitti. Eppure in Italia il risultato del referendum che ha detto no alla privatizzazione dell'acqua , non ha ancora trovato applicazione tanto che la mobilitazione continua con la campagna di obbedienza civile . La manifestazione finale è stata aperta da donne portatrici d'acqua al grido di " so so so solidarietè pour les femmes du monde entier" e " Eau source de vie, pas de profit" C'era anche una delegazione No Tav. Per ribadire la vicinanza tra il No Tav e il No alla privatizzazione dell'acqua , entrambe frutto della logica di profitto che ci stanno governando passando sopra i diritti umani, la tutela dei territori, il rispetto delle comunità locali e facendo pagare a uomini e donne i costi di una crisi economica provocata dalle stesse multinazionali e finanziarie che ne traggono i profitti . Marta Ghezzi