Paesaggi pavesi in S. Maria Gualtieri
PAVIA Dall'aprile dello scorso anno hanno cambiato nome, sigla, statuto e regolamento, ma per i 28 Liberi Artisti Pittori Illustratori Pavesi il tema prediletto resta (come per i loro predecessori de La Pipa) il paesaggio pavese, declinato in ogni suo accento. "Percorsi romantici e immaginari", aperta fino al 1° aprile negli spazi di Santa Maria Gualtieri, è un assaggio della pittura di questi 28 artisti: si comincia con Angelo Marabelli, esemplare "discepolo" di Renato Valdata, da cui assorbe l'equilibrio cromatico e l'armonia compositiva, e si continua con Giovanni Paulli, affermato collaboratore presso riviste di diffusione nazionale, che esprime capacità tecniche di notevole spessore. I colori forti e prepotenti del Brasile, terra d'origine di Lucylene Bellomi, irrompono nella placidità di volti, animano campagne, esplodono in fiori carnosi e sensuali, mentre Gianni Bianchi, con la dolcezza del suo chiarismo, crea atmosfere di poetica sospensione, visioni che appagano le trepidazioni moderne. Se Paolo Finardi, con la sua elegante espressività, infonde nelle sue opere un senso di ordine mai rigido, Francesco Pezzali ci accompagna invece in panorami di incontaminata semplicità, con la determinata dolcezza dei suoi pastelli e il vigore degli olii. Luana Baldrighi, la più giovane del gruppo, tesse i colori in trame potenti, che stagliano figure ed oggetti in composizioni palesanti ulteriori indubbie potenzialità. Sergio Brocchetta e Maurizio Cerri edificano, con abilità tecnica indiscutibile, i tratti più dinamici di un (iper)neorealismo classico, mentre Siro Madama applica il suo straordinario talento grafico a creazioni moderne e fantasiose, ripercorrendo gli insegnamenti della sua maestra, la pittrice Maria Angelini, allieva di Romeo Borgognoni. Silvia Garzena, allieva di Marabelli, accorda eloquenza al colore, trasponendo nelle sue figure l'emotività e l'inquietudine del genere umano. Lazzaro Marchini destruttura la realtà oggettiva per forgiare nuovi prototipi umani, infusi di inedita consistenza. Emanuela La Torre, con le sue frammentazioni cromatiche, risale all'origine del colore, dilatando i margini dell'indagine ontologica sulle stesse immagini. Doranna Frattola e Daniela Bonato, anch'esse allieve di Marabelli, compongono la nuova generazione della scuola di Renato Valdata, ciascuna immettendo personale linfa in quel percorso: la Frattola ammaestrando luce e colore in visioni elegiache, e fresche; la Bonato aprendo la visuale su panorami vasti e su soggetti in dinamismo plastico. E poi ancora Gerardo Amante, Giuse Moroni, Maria Parra, Angelo Ciocca, Salvatore Ferrara, Caterina Previderè, Elisa Simonelli, Veronica Marigo, Serafina Pulvirenti, e gli ultimi arrivati Emilio Sarto, Bruno Gianini e Salvatore Ferrara, che portano al gruppo nuovi contributi di unicità espressiva. «In questo fervore produttivo – ci spiegano – le peculiarità di ciascuno si accorpano, convergendovi naturalmente, nel collettivo e superiore intento dell'Associazione: diffondere il senso e la passione per l'arte, e godere del suo valore taumaturgico». Orari: feriali 16-19, festivi 10-12, 16-19. Chiara Argenteri