Torre d'Isola cambia Approvato il Pgt ma la piazza non si fa

Presto i bimbi di Torre d'Isola potranno avere un vero oratorio. L'altra sera infatti il consiglio comunale ha accolto la richiesta di don Stefano Penna, parroco di Torre d'Isola. Il sacerdote aveva chiesto di poter costruire un edificio davanti al municipio, con cinque stanze e un grande salone. Il nuovo oratorio sorgerà proprio tra il parco giochi e il parcheggio che si trova davanti alle scuole elementari. «Io avevo proposto di farlo al campo sportivo – dice il sindaco Trombetta – ma poi abbiamo preferito accogliere la richiesta del don». SAN ZENONE La chiesa parrocchiale di San Zenone potrebbe essere riaperta tra 6-8 mesi. La Pagani Costruzioni di Voghera, ingaggiata dalla Curia per i lavori, ha già svolto un attento sopralluogo nella struttura. Al parroco don Roberto Romani e al sindaco Eugenio Tartanelli è stato spiegato che le crepe che si sono manifestate non proseguono nel sottotetto della chiesa: «Sono solo superficiali - spiega Tartanelli - e all'interno dell'edificio. Verranno posizionati specchietti per monitore eventuali spostamenti o apertura delle fessure. Comunque sappiamo che servono lavori più strutturali di messa in sicurezza». A lanciare l'allarme alla fine di gennaio, dopo che le scosse in arrivo dal sottosuolo emiliano si erano fatte sentire anche nella Bassa Pavese, erano state le volontarie che tengono in ordine la chiesa ogni mattina: avevano trovato sulle panche più polvere del solito e anche pezzettini di intonaco. «Calcinacci minuscoli» rassicura il sindaco. Ma erano intervenuti i vigili del fuoco che avevano disposto la chiusura della parrocchiale. «Ora la messa si celebra in oratorio, perché è riscaldato – dice il sindaco – Ma con la bella stagione si potrebbe utilizzare il Chiesuolo, al quale i cittadini sono davvero molto legati».(ch. rif.) di Gabriele Conta wTORRE D'ISOLA La nuova piazza non si farà. E forse nemmeno la tangenziale. A Massaua invece potranno presto sorgere nuove costruzioni. E' questo in estrema sintesi l'esito del consiglio comunale di martedì sera a Torre d'Isola. Al termine di una riunione-fiume, durata fino all'una di notte, l'amministrazione comunale ha approvato il nuovo Piano di governo del territorio. «Siamo molto soddisfatti», dice il sindaco Michele Trombetta. «Non c'è nessuna garanzia sul come potrebbe cambiare il nostro paese», ribatte invece l'opposizione. L'altra sera il consiglio comunale doveva votare la bellezza di 58 osservazioni, presentate da altrettanti cittadini di Torre d'Isola. Per questo la minoranza aveva chiesto che la riunione si svolgesse nella palestra delle scuole elementari. «Al consiglio hanno assistito 50 persone – racconta Claudia Comaschi, capogruppo dell'opposizione –. E questo fa capire quanto il tema fosse importate». La riunione si infuoca fin dall'inizio. Secondo la minoranza infatti non sono stati rispettati i tempi previsti dalla legge. «La data del deposto del nuovo Pgt è stata il 24 dicembre – spiega il consigliere Roberto Ruju – cioè tre giorni dopo la scadenza». La maggioranza però non è d'accordo, e liquida il tutto come una «sceneggiata». Subito dopo si passa a esaminare le 58 osservazioni presentate dai cittadini. La maggioranza vota compatta. Almeno fino a quando si arriva a parlare della nuova piazza, che secondo quanto scritto nel Pgt dovrebbe sorgere al centro del paese. Sull'osservazione presentata dalla famiglia Morelli di Popolo (contraria alla costruzione della piazza così come prevista dal nuovo Piano di governo del territorio) l'assessore Marco Bellaviti comunica che si asterrà. E nella maggioranza si scatena la bagarre. Alla fine anche il sindaco Trombetta si astiene. Gli assessori Enrico Frisone e Pietro Bianchi invece (oltre al consigliere di maggioranza Riccardo Gorini) votano insieme all'opposizione. E l'osservazione presentata dalla famiglia Morelli di Popolo viene accolta, contro il parere dell'ingegnere comunale Francesco De Amici. Risultato: la piazza non si farà. Non passa invece l'osservazione presentata dai residenti di Massaua, che chiedevano meno costruzioni nella loro frazione. «Al contrario di quanto dice l'opposizione, noi vogliamo sviluppare Massaua, non distruggerla», precisa Trombetta. «Vedremo – replica Comaschi – e verificheremo come saranno fatte le nuove costruzioni».