Il killer ha un nome, caccia all'uomo

di Adriano Agatti wVIGEVANO Un omicidio maturato nel giro della prostituzione. Un affare molto redditizio che vede Vigevano e tutta la zona a valle lungo il corso del Ticino (soprattutto Bereguardo e Casorate) al centro di traffici gestiti da gang in prevalenza albanese. Criminali comuni ma spietati che non esitano ad uccidere se sentono solo minacciata la propria leadership locale. E così, secondo fonti investigative, sarebbe successo anche sabato sera nell'angolo più nascosto del piazzale della clinica Beato Matteo quando Almir Gajtani e il cognato Martin Turka sono stati trucidati a colpi di fucile mitragliatore. Loro erano disarmati e, probabilmente, non sospettavano minimamente che quello che doveva essere un classico incontro «di affari» sarebbe finito tragicamente. Si fidavano di quell'uomo che, invece, non esitato a premere il grilletto forse di fronte alle prime difficoltà in un trattativa dai contenuti ancora sconosciuti. Un litigio improvviso che potrebbe avere al centro la ragazza albanese (probabilmente già avviata oppure da avviare alla prostituzione) che era con i connazionali massacrati. Ieri, intanto, è stata eseguita l'autopsia. Le indagini della squadra mobile di Pavia, coordinate dal commissario capo Francesco Garcia, e del commissariato di Vigevano hanno portato a un primo risultato. Il killer (avrebbe sparato una persona sola) è stato identificato. Si tratta di un giovane albanese già conosciuto dalla polizia. Adesso lo stanno cercando nelle zone di confine ma gli investigatori non escludono che possa già essere entrato in Germania oppure abbia deciso di rientrare in patria in fretta e furia. L'arma potrebbe essere stata nascosta da qualche parte oppure affidata a persone «sicure» in Italia. Un duplice omicicio che, per quanto riguarda l'esecutore materiale, ha pochi segreti. L'uomo che sarebbe fuggito con il killer non avrebbe invece avuto un ruolo nella spietata esecuzione. Gli investigatori, coordinati dai magistrati della procura della repubblica di Vigevano, hanno cercato per due giorni eventuali fiancheggiatori del killer. Connazionali, amici che potrebbero averlo aiutato o nascosto nella notte tra sabato e domenica. Per questo motivo, lunedì, sono state eseguite diverse perquisizioni nelle abitazioni di cittadini albanesi e romeni (che avevano contatto con i protagonisti del duplice omicidio) sia in provincia che fuori. Nel corso di una di queste perquisizioni, a Lomello, un albanese alla vista dei poliziotti si è lanciato dalla finestra per fuggire. Un volo di circa due metri e mezzo ed è stato bloccato dai poliziotti. L'uomo si è fratturato un polso e contusioni in diverse parti del corpo. E' stato medicato al pronto soccorso dell'ospedale di Vigevano e, ieri mattina, è stato interrogato in questura. Si sarebbe difeso dicendo di essersi spaventato alla vista dei poliziotti ma la verità potrebbe essere un'altra.