Strage di bambini nella scuola ebraica

di Maria Rosa Tomasello wROMA L'orrore si materializza a Tolosa poco dopo le 8, mentre davanti alla scuola ebraica Ozar Hatorah, nel quartiere residenziale della Ville Rose, duecento bambini assieme ai loro genitori aspettano di entrare in classe. Poi le risate si spezzano. L'incubo che precipita la Francia in un lunedì di sangue è un uomo vestito di nero, che arriva a bordo di moto, scende e comincia a sparare. L'assassino fa fuoco «su qualunque cosa ha di fronte», dirà più tardi il procuratore della Repubblica Michel Valet, insegue gli studenti che urlano terrorizzati fin dentro il collegio, senza pietà, uccide con freddezza tre bambine e uno dei loro insegnanti, raggiunto da tre colpi alla testa, ferisce gravemente un ragazzo di 17 anni, salta sullo scooter e scompare. E' un'operazione chirurgica che fa pensare a un addestramento militare, mentre con l'dentificazione dell'arma usata, una calibro 45 da 11.43 millimetri, prende corpo un'ipotesi che più tardi viene confermata dallo stesso presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy: il killer è lo stesso che ha agito in sequenza due volte la scorsa settimana, domenica 11 marzo e giovedì 15 marzo a Tolosa e a Montauban, uccidendo tre parà e ferendone un quarto. La stessa pistola spara ieri mattina a Tolosa, assieme a una seconda arma, una calibro 9, che viene usata forse dopo che la prima si è inceppata. Lo stesso scooter, un T-Max, identificato grazie alle riprese delle telecamere di sorveglianza, viene usato per la fuga. E l'identikit dell'omicida, un uomo muscoloso, tatuato, ricorda quello dei militari del 17° reggimento del Genio paracadutisti a cui appartenevano tre soldati radiati dall'esercito nel 2008 perché affiliati a gruppi neonazisti: lo stesso di cui facevano parte gli uomini presi di mira a Mountauban, due maghrebini di religione musulmana e un emigrato dalle Antille, vittime forse della folle e tardiva vendetta di un commilitone. Mentre la pista razzista e xenofoba si fa strada tra gli investigatori, il Paese piange le sue vittime innocenti: Yonatan Sandler, 30 anni, insegnante franco-israeliano, che muore assieme a due delle sue bambine, Arieh, 7 anni, e Gabriel, 3 anni, lasciando la moglie assieme a un altro piccolo di 4 anni. Con loro muore senza ragione Miriam Monsenego, 10 anni, figlia del direttore dell'istituto scolastico, mentre un ragazzo di 17 anni resta gravemente ferito e viene ricoverato in fin di vita all'ospedale di Tolosa. Gli studenti, in attesa di essere riportati a casa dai loro genitori, vengono assistiti da alcuni psicologi: si stringono gli uni agli altri, in lacrime, nella giornata più disperata dalla loro vita. La Francia è sotto choc, il presidente annulla per due giorni gli impegni per la campagna elettorale e si precipita a Tolosa, seguito dal candidato socialista Francois Hollande, mentre il ministero dell'Interno dispone il rafforzamento della sorveglianza di tutte le scuole ebraiche del Paese. «Oggi è un giorno di tragedia nazionale, è impossibile accettare l'idea di un simile massacro» dice Sarkozy dopo aver visitato la scuola insanguinata, annunciando per la giornata di oggi un minuto di silenzio in tutti gli istituti di Francia. Mentre in tutta la regione è in corso una gigantesca caccia all'uomo e LePoint.fr rivela che i militari cacciati dall'esercito sono ricercati dalla polizia, è lo stesso presidente, che per primo ha parlato delle «similitudini nel modus operandi» con gli attacchi ai parà della scorsa settimana ad affermare in serata dall'Eliseo: «E' la stessa persona, e la stessa arma. La motivazione antisemita sembra evidente». A confermare le analogie arriva la decisione del tribunale antiterrorismo di Parigi, che apre un'inchiesta per terrorismo per la strage nella scuola e l'omicidio dei militari di Montauban. «Sono inorridito e sconvolto» commenta Gilles Bernheim, gran rabbino di Francia, mentre parte per Tolosa. Il Consiglio francese della cultura musulmana parla di «indescrivibile azione criminale» ed esprime solidarietà alla comunità ebraica francese, la più numerosa dell'Europa occidentale. Davanti alla scuola dell'eccidio, intanto, la gente, piangendo, depone mazzi di fiori: «Sono bambini, solo bambini...» singhiozza una giovane mamma. Le vittime saranno sepolte in Israele, dove saranno trasferite al più presto per i funerali. Da Gerusalemme era arrivato in Francia Yonatan Sandler, tornando da adulto a insegnare nella scuola in cui era stato da bambino: era felice, diceva agli amici, perché Tolosa era una città tranquilla. ©RIPRODUZIONE RISERVATA