Tutto facile per Milan e Juventus
MILANO Botta e risposta tra Milan e Juventus nei due anticipi della 9ª di ritorno di serie A. Il Milan ha dato un segnale imponendosi in casa del Parma, la Juventus ha risposto due ore dopo da Firenze. Nel match del Tardini i rossoneri sbloccano al 17': Ibrahimovic serve al centro Emanuelson che conclude di sinistro al volo, sulla traiettoria c'è Zaccardo che devia il pallone con la mano. Per l'arbitro è rigore: Ibrahimovic realizza. Il Milan raddoppia al 9' della ripresa: Emanuelson parte dalla linea mediana del campo, tocca in avanti per Ibrahimovic che è in fuorigioco ma apre le gambe e fa passare la palla, lo stesso Emanuelson si invola tutto solo verso l'area e supera Mirante. «Siamo andati bene, considerando che siamo con una formazione che non è vicina a quella tipo – spiega Silvio Berlusconi, di nuovo a seguire il Milan in trasferta dopo 18 anni –. Abbiamo molte assenze, ma mi sembra che quelli che sono scesi in campo non abbiamo sfigurato». Dopo la vigilia infuocata per la designazione di Bergonzi (il quarto uomo che aveva indotto l'arbitro a Bologna a espellere Conte, ndr) la Juventus tiene il passo dei milanesi con la Fiorentina in trasferta. Il primo acuto è di Vucinic che combina bene sullo stretto e trova il gran destro appena da fuori area (15'). La Fiorentina sotto di una rete rimane con un uomo in meno quando viene espulso Cerci al 20'. Passano 8' e i bianconeri mettono in cassaforte la gara. Vucinic lavora sulla destra un pallone che offre bene in mezzo per Vidal che sulla prima conclusione trova pronto Boruc, sulla respinta si avventa per il raddoppio (28'). Al 10' della ripresa è ancora protagonista Vucinic che scappa sulla sinistra, mette in mezzo per Marchisio che si testa mette sotto la traversa (11'). Al 17' la Fiorentina coglie il palo con Lazzari (Buffon sfiora), poi al 21' i bianconeri segnano il poker con Pirlo di sinistro, Padoin firma il 5-0 che chiude il match. L'Inter oggi alle 15 attende l'Atalanta. I bergamaschi devono fare a meno di Denis, mentre Claudio Ranieri ha detto alla vigilia. «È un'annata no, ma anche in un'annata no dobbiamo dimostrare il nostro valore. È troppo facile essere sereni quando le cose vanno bene».