Amianto, nervi tesi I comitati lomellini attaccano la Regione
Troppi rischi per i comitati. Uno è quello relativo alla zona scelta. La discarica sarebbe realizzata su un'area prospiciente la parte sud-orientale della Raffineria, un settore della stessa caratterizzata dalla presenza di un numero assai consistente di enormi serbatoi destinati a contenere grandi quantità di idrocarburi destinati alla raffinazione. I muri di cinta della raffineria e dell'ipotetica discarica sorgerebbero a non più di 20 – 30 metri, divisi solo dalla strada provinciale n. 28c SANNAZZARO Nervi tesi su caso amianto. Delusi i comitati per l'incontro sul tema-amianto avvenuto di vrecente con l'assessore regionale al territorio, Daniele Belotti. Troppi nodi in sospeso anche se se è fissato per mercoledì prossimo, un summit tecnico sulla gestione dell'amianto con la presenza di tutte le province lombarde e con la Provincia di Pavia intenzionata ad anteporre ad ogni ipotesi di discarica «la vera emergenza che è rappresentata dalla bonifica della Fibronit di Broni». I comitati lanciano pesanti strali contro l'assessore Belotti. Uno su tutti, Elvio Vivaldini de «La Nostra Sannazzaro», dice: «Abbiamo toccato da vicino un modo di fare politica che è quanto di più lontano dal ruolo di rappresentanza dei cittadini, che muove le proprie azioni solo in termini di convenienza e di tutela del proprio ruolo. Insomma, con Belotti abbiamo capito che per la Regione i cittadini che pagano le tasse e gli stipendi agli assessori, non contano nulla». Altrettanto pesanti i commenti di Gym Martinez, presidente del Comitato per Lomello: «Belotti ha delegittimato i comitati in quanto, a suo dire, non rappresentano nessuno. Ha poi precisato che sul progetto-Acta di Ferrera non resta che attendere i risultati del procedimento di impatto ambientale, lasciando, con ciò, intendere la probabile approvazione». Martinez aggiunge: «I cittadini non possono che ricorrere al Tar. E Belotti ha replicato che basterà un avvocato alle prime leve per difendere la Regione dai ricorsi dei cittadini». Ed ancora : «Al nostro richiamo sul fatto che i conti non tornavano con un curioso e del tutto ingiustificatoriconoscimento di circa 12 milioni di euro al Clir controllato dai Comuni attraverso i sindaci, l'assessore ci ha risposto che si trattava di un buon esempio di collaborazione pubblico-privato. Noi siano invece convinti che impianti di tale natura debbano essere gestiti direttamente dalle istituzioni pubbliche». La Provincia di Pavia ha intanto ottenuto, attraverso l'Unione delle Province Lombarde (Upl), l'indizione di un summit per il 21marzo con i rappresentanti di tutte le province lombarde. Pierangelo Fazzini, presidente Commissione provinciale ambiente, anticipa: «Siamo alla ricerca di un coordinamento regionale che sovrintenda lo smaltimento dell'amianto. L'obiettivo è individuare la priorità che, secondo la Provincia di Pavia e non solo, è rappresentata dall'emergenza-Broni. Cercheremo di trovare uno standard di dimensionamento dei vari impianti nelle diverse province». Ma in discussione sarà anche altro. Così Fazzini: «Si trovino soluzioni diverse alle discariche». Paolo Calvi