Nel mirino anche un appalto del Dea
«Lavori da finire per il 30 maggio? Non sarà facile, mancano ancora parecchi impianti, alcune pavimentazioni e gli arredi». Gli operai sono al lavoro nelle palazzine del nuovo ospedale. I tempi stringono, dopo che i vertici del San Matteo hanno chiesto garanzie e certezze alla Dec sulla chiusura del cantiere, e i dipendenti si danno da fare. Nonostante qualche dubbio sulla reale possibilità di rispettare la data di scadenza. Non solo. Nell'intreccio di ditte che hanno in subappalto alcuni interventi, soprattutto di impiantistica, e dalle dichiarazioni di qualche operaio, che parla solo a taccuino chiuso, emergono anche altri problemi. «Non prendiamo lo stipendio da mesi – dice un dipendente –. Continuano a rimandare di volta in volta i pagamenti. La situazione non è facile». Sotto le palazzine che ospiteranno il pronto soccorso, le sale operatorie, l'unità coronarica, ci sono ancora i camion, le betoniere e i cumuli di sabbia, anche se il grosso dei lavori che resta da fare riguarda soprattutto gli impianti. Terminati gli interventi, sarà necessario il collaudo. Due mesi e mezzo per fare tutto. di Maria Fiore wPAVIA Il Policlinico San Matteo finisce nelle carte dell'inchiesta barese sulla società Dec della famiglia Degennaro, il colosso che sta realizzando a Pavia le palazzine del Dea, il Dipartimento di emergenza-urgenza. Se a Bari l'accusa che riguarda i fratelli Degennaro (Daniele e Gerardo sono stati arrestati pochi giorni fa, mentre Vito Degennaro risulta indagato) è di avere corrotto politici e funzionari con la promessa di incarichi e di favori per ottenere lavori, a Pavia sotto la lente dei magistrati baresi è finito l' appalto per la realizzazione del nuovo ospedale, e per la precisione la gara relativa alla realizzazione e gestione di un parcheggio multipiano nell'area Campeggi. Una gara "pilotata", secondo un'informativa della Guardia di Finanza del 2010. Che ripercorre, tappa per tappa, la procedura di assegnazione di quella gara proprio alla Dec. Al momento per questa vicenda non risultano indagati. Ma l'inchiesta ha spinto i vertici del San Matteo, in primis il direttore generale Angelo Cordone, a chiedere alla ditta di fornire certezze sui tempi di ultimazione dei lavori. «I vertici del San Matteo hanno incontrato i legali rappresentanti delle imprese che stanno edificando il nuovo ospedale», fa sapere il San Matteo con una nota. E la data, ora, c'è: il 30 maggio il cantiere sarà chiuso e il Dea inaugurato. «L'inchiesta pavese – prosegue la nota del Policlinico – non avrà ripercussioni sui lavori». Parole riprese anche dal consigliere anziano Ettore Filippi, che aggiunge: «Ciò che importa è la consegna di un'opera così importante per Pavia. Se dovessero però emergere riscontri in base ai quali risulti che l'ente sia stato danneggiato, prenderemo tutti i provvedimenti legali e di tutela del caso». I riscontri, per i finanzieri, sarebbero contenuti in un file trovato nel computer di Gerardo Degennaro. Il file, denominato "Norme di gara.doc", porta la data del 17 maggio 2006 (all'epoca il direttore generale era Giovanni Azzaretti e presidente della Fondazione Alberto Guglielmo). Il file è allegato a una mail, inviata a Degennaro da un collaboratore. Nel testo si legge: «Vi inoltro mail da parte dell'Ufficio tecnico del Policlinico San Matteo di Pavia contenente in allegato la bozza del bando per l'affidamento in concessione di progettazione, realizzazione e successiva gestione di un parcheggio multipiano dove Dec Spa è stata nominata promotore. L'ufficio tecnico del Policlinico vorrebbe da parte nostra un parere sul bando prima che venga ufficialmente pubblicato». L'allegato, dicono i finanzieri, è la bozza del bando di gara che la direzione generale del Policlinico approverà cinque giorni dopo. Che cosa significa? Secondo i magistrati che «il gruppo Degennaro non solo avrebbe avuto a disposizione prima dell'ufficialità il bando di gara ma addirittura poteva confezionarlo su misura». I magistrati citano proprio l'esempio di Pavia nella sezione dedicata al «sistema delle collusioni». Il caso di Pavia - dicono - «è indicativo della capacità del gruppo Degennaro di attivare e utilizzare sistema collusivi anche al di fuori del Comune di Bari». ©RIPRODUZIONE RISERVATA