Un mega-direttore per superare lo stallo
di Annalisa D'Aprile wROMA Un mega-direttore generale con poteri da commissario per rimettere a posto i conti della Rai. Sembra un tentativo di mediazione tra Pdl e Pd sull'ostica questione dell'azienda e dei vertici da rifare, quello che arriva dal premier Mario Monti. Il non-accordo sul rinnovo dei vertici dell'azienda, in scadenza a fine mese, resta la spina nel fianco del Professore che, invece, voleva raggiungere in tempi brevi un'intesa con i partiti sulla ristrutturazione della procedura per nominare il cda di viale Mazzini. «Una nuova governance e nel frattempo una persona autorevole che gestisca la Rai», dunque un «commissariamento», è quello che serve secondo Pier Luigi Bersani. Il Pdl e l'Udc vogliono procedere alle nomine in base alla legge Gasparri (9 membri, in carica 3 anni, eleggibili una sola volta: 7 li elegge la Vigilanza, 2 il ministero dell'Economia). Ed è su questa stessa linea che si trova il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera. Dunque, non toccare la legge Gasparri ma introdurre la figura di una personalità di spessore che risollevi la Rai (e che può essere decisa senza una riforma della governance, perché per modificare le deleghe del dg non è necessario metter mano alla Gasparri) potrebbe essere la mediazione. Che per ora convice più Bersani che Alfano. In ogni caso, la questione è rimandata al ritorno di Monti dal viaggio di una settimana (l'ultima di marzo) in Corea del Sud, Giappone e Cina. Il rientro del premier coinciderà con i primi di aprile, quando in occasione del bilancio 2011 dell'azienda, che il direttore generale Lorenza Lei sottoporrà all'approvazione dei membri del Consiglio d'amministrazione, il presidente Paolo Garimberti potrebbe rassegnare le dimissioni. E il totonomine (cui Bersani si rifiuta categoricamente di partecipare) è già cominciato. Il nome di Piero Angela, ideatore e presentatore storico del "Mondo di Quark", spunta proprio per la poltrona da presidente. Ma il giornalista risponde con un secco «no grazie». Anche il nome di Giulio Anselmi è tra i papabili alla presidenza. Per il posto da direttore generale (sul quale al momento Alfano è categorico: deve restare la Lei), circolano i nomi di Enrico Bondi (il dirigente ora in Parmalat) e Claudio Cappon, ma anche di Mario resca. Mentre per la direzione del Tg1 si fa il nome di Mario Calabresi, ora direttore del quotidiano La Stampa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA