Autisti sul piede di guerra ancora sciopero alla Stav
di Sandro Barberis wVIGEVANO Alta tensione alla Stav. Gli autisti della compagnia che ha sede in viale dei Mille a Vigevano, ma ha basi operative anche ad Abbiategrasso e Magenta, sono pronti a replicare lo sciopero di mercoledì pomeriggio che ha avuto adesione totale e ha paralizzato i trasporti su gomma in mezza Lomellina dove la Stav gestisce 12 linee di corriere. La data della nuova protesta di 8 ore è quella del 27 marzo. Due i punti di frizione tra i 150 lavoratori e l'azienda guidata da Alberto Cazzani. Il primo è la mancata apertura da parte della società a trattare sul contratto degli autisti. Il secondo è l'installazione nel punto di ritrovo dei lavoratori ad Abbiategrasso di una telecamera, quanto mai sgradita dai dipendenti della Stav che vedono in questo nuovo occhio elettronico una violazione della loro privacy. «Le trattative non si fanno sui giornali - spiega l'amministratore delegato di Stav Alberto Cazzani - da parte mia ci sarà sempre un "no comment" su queste vicende». Il punto su cui sindacati e lavoratori non transigono è la revisione del contratto degli autisti. Quello che preme non è un discorso economico (anche se in media lo stipendio degli autisti si aggira sui 1250 euro mensili netti), ma un problema di carattere organizzativo: «Gli autisti della Stav guidano anche meno ore di quanto previsto nel contratto nazionale degli autoferrotranvieri - spiega il segretario della Cisl trasporti di Pavia Marco Magnani - però l'organizzazione del lavoro va rivista. Guidano quattro ore al giorno, però partono alle 8 di mattina e rientrano alle 19. Questo perchè devono stare fermi con i mezzi vuoti in attesa di ripartire». Capita spesso che i pullman della Stav siano fermi a Pavia, Novara, Dorno e nel parcheggio di via Bisceglie a Milano dove c'è il capolinea della linea rossa della metrò del capoluogo lombardo. Gli autisti, fatte le pulizie e qualche lavoro di piccola manutenzione, attendono ore prima di ripartire. Logicamente sul pullman non hanno alcun tipo di spazio personale. «Ad esempio per andare in bagno o entrano in un bar - aggiunge Magnani - o si mettono dietro il pullman. Non è il massimo della vita». Poi resta aperto anche il fronte di trattativa riguardo agli indennizzi dei lavoratori Atinom assorbiti da Stav nel 2011. Il loro contratto prevede che venga pagata, a parte rispetto allo stipendio, un'indennità per le mansioni (rifornimento, pulizia dei mezzi e piccola manutenzione) che esulano dalla guida degli autobus. Queste indennità non sono mai state riconosciute da Stav. Ora i 60 dipendenti ex Atinom (azienda di Magenta che Stav ha acquisito per avere tratte anche in quella zona della provincia di Milano) e i 90 "storici" autisti Stav sono uniti nel chiedere garanzie ed interventi sul contratto all'azienda. Lo sciopero collettivo del 27 (in concomitanza con quello della Line di Pavia) ne è la dimostrazione.