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Broni-Mortara La mia posizione sull'autostrada nVorrei spiegare meglio la mia posizione sull'autostrada Broni-Mortara. Dico subito che sono d'accordo sul no espresso dal presidente della Provincia Bosone, dal mio partito e dal Consiglio provinciale a questo progetto, perciò: nessuna divisione in Giunta provinciale. Il no, però, lo interpreto non come una chiusura, ma come un no costruttivo, collaborativo. No un no e basta! Anche perché, probabilmente, non dipenderà dal nostro no se l'opera si farà. Precisato questo, non farei il mio dovere di assessore provinciale se non analizzassi tutto l'assetto viabilistico connesso. E' mia convinzione personale che l'autostrada possa essere utile nel tratto tra Broni e Gropello Cairoli (collegamento tra A21 e A7) almeno per tre motivi: 1) la realizzazione di un nuovo ponte sul Po (seppur a pedaggio), e sappiamo tutti in che condizione sono i nostri ponti; 2) la sistemazione della viabilità provinciale a sud di Pavia con la realizzazione della variante di Cava Manara e Tre Re e il collegamento della ex Statale dei Cairoli con la tangenziale di Pavia; 3) la variante di Gropello Cairoli. La Sa.Bron fa sapere che solo questo tratto non è realizzabile, ma bisogna proseguire fino a Mortara e a Stroppiana. Bene, siccome le forti criticità (che condivido) del tracciato sono in quella zona, mi chiedo se sia possibile approfondire e modificare il tracciato stesso. E' possibile, ad esempio, eliminare anche svincoli a mio parere non necessari, prevedendone, per esempio, solo uno a Mortara eliminando quello vicino di Castel D'Agogna? La valutazione sull'impatto ambientale compete al mio collega Lasagna che con competenza e professionalità sta analizzando questo aspetto. Come assessore provinciale ai Lavori pubblici credo sia mio dovere andare a fondo del problema, poiché prima di dire un no definitivo all'autostrada e alle opere compensative di oltre 100 milioni di euro, considerando le pessime condizioni di alcune nostre importanti arterie, voglio pensarci bene ed essere convinto. Poi, se il tracciato non dovesse essere compatibile con il territorio ce ne faremo una ragione, ma almeno non abbiamo lasciato nulla di intentato per migliorare i collegamenti provinciali, tenuto conto che chissà per quanti anni non avremo disponibilità di fondi pubblici da destinare alle opere viabilistiche. Maurizio Visponetti assessore provinciale VOGHERA Non facciamo differenze tra clienti nUna breve replica alla lettera di Luigi Bassanese pubblicata in questa pagina il 14 marzo. Il credito vantato da Asm Vendita e Servizi nei confronti del condominio di cui trattasi non è pari a 180.000 euro come sostenuto nella lettera bensì, come correttamente riportato nell'articolo della Provincia Pavese dello scorso 12 marzo, a circa un terzo della suddetta somma. In merito alla capziosa illazione circa una presunta ma inesistente disparità di trattamento tra i diversi clienti, si ricorda all'estensore della lettera che Asm Vendita e Servizi è una società che opera sul libero mercato e quindi adotterà tutto quanto in suo potere per tutelare la propria immagine e il proprio buon nome. Asm Vendita e Servizi MOTO E INCIDENTI Cari automobilisti, ci siamo anche noi nInnanzitutto mi presento: mi chiamo Antonio e sono un infermiere del Pronto Soccorso dell'Ospedale San Matteo di Pavia, ma nel mio tempo libero sono un Biker (Niho), e faccio parte di un gruppo su Facebook, i Face'Bikers della Lombardia. Nello scorso week end, quattro biker hanno perso la vita in tragici incidenti in moto. Dopo aver visto con i miei occhi la tragicità e la cruda realtà dei fatti, mi son sentito di scrivere queste poche righe, non di protesta, nè di denuncia, ma solo perché, quando l'aria è fresca e c'è il sole, sulle strade possiamo esserci anche noi, uomini e donne, appassionati al mondo delle moto, turismo, super sport, chopper, naked, cross, qualunque sia lo stile, la passione ci accomuna. Agli automobilisti non faccio alcun rimprovero, ma solo voglio ricordare che "ci siamo anche noi". Rispettiamo tutti il codice della strada, guardiamoci attorno, usiamo gli indicatori di direzione, velocità corretta e prudenza sempre. In un incidente tra due macchine si va in carrozzeria, in un incidente tra un auto e una moto, si finisce in pronto soccorso... All'imbrunire tutti vogliamo tornare a casa, per riabbracciare mogli e figli e stringerci come tutti in teneri momenti di vita famigliare. Non mi voglio dilungare: ci potremo trovare al benzinaio o al semaforo, non guardiamoci in tono di sfida... Piuttosto beviamoci un caffè insieme. A presto. Niho (Antonio Monteleone) PAVIA L'ex Barattolo non è "semideserto" nIn una lettera comparsa sulla Provincia Pavese del14 marzo si fa cenno all'ex Barattolo (viale dei Mille) come a uno spazio "sottratto con forza ai giovani e ora semideserto". Al riguardo sono doverose alcune precisazioni. L'ex Barattolo, scaduta la convenzione tra Enti gestori e il Comune (proprietario dell'immobile), è ritornato allo stesso che, dopo averlo opportunamente ristrutturato e ripulito, ha deciso di ospitare la struttura dello SFA (Servizio formazione autonomia). Il tutto è avvenuto d'intesa con i genitori dei ragazzi dello SFA, che si sono sempre mostrati estremamente soddisfatti di questa scelta, poichè ha assicurato all'associazione un luogo stabile, idoneo e funzionale alle varie attività educative e ricreative. Si è inoltre valorizzato il bellissimo parco circostante e si è creato anche un orto che arricchisce le possibilità lavorative e le conoscenze degli utenti. E' un luogo , in definitiva, vivace, bello e pienamente valorizzato nelle sua potenzialità di accoglienza e crescita insieme. Invito, pertanto, chi lo desiderasse a visitarlo. Sandro Assanelli assessore ai Servizi Sociali Comune di Pavia politica La questione dell'Imu alla Chiesa nFacciamo pagare l'Ici o l'Imu anche alla Chiesa! L'affermazione è così perentoria da non lasciare scampo al dubbio, fa intendere che lì, dove Cristo sta alla croce e gli uomini ai suoi legni, c'è un bel po' di magna magna, quanto meno di furbetti da una parte e di allocchi dall'altra. Sottovoce e senza alcuna verità nelle tasche dico di andarci piano con il plotone di esecuzione, perché c'è sempre tempo per quello. La riflessione è ben altra: se davvero la Chiesa è padrona e ladrona come qualcuno si ostina a dire per mezzo della famosa e indiscussa cassa mediatica, se le proprietà che la contraddistinguono sono adibite a lucro continuo, e non come risorsa e strumento di emancipazione per i poveri, i prevaricati, i dimenticati, se davvero questo è un business conclamato e permeato da un'accettazione statuale, occorrerebbe anche chiedersi come mai si è giunti a questo status quo. E' un interrogativo che in questi anni di saltimbanchi, di prestigiatori, di commedianti più o meno noti, non ha mai avuto riscontri e non è mai stata posta neppure all'interlocutore, per il semplice fatto che la Chiesa non ha mai lesinato di offrire il suo servizio nei riguardi di quanti sono stati rapinati di un pezzo importante di futuro, rifugiati ai margini della società globale. Enti ecclesiali, religiosi, cattolici che travestono gli spazi ludici e di intrattenimento in luoghi di culto, di preghiera, di ritiro spirituale e di accoglienza? Debbo dire che è alquanto inverosimile. Piuttosto credo, perché l ho avuto modo di constatarlo di persona, che gli edifici della Chiesa sono territori della solidarietà e della accoglienza che diventa salvezza della vita, un servizio vero e senza orpelli a contrassegno per trarre di impaccio chi è piegato nella disperazione. Dunque, in ogni spazio della Chiesa occorre chiedere l'Ici come per qualunque altro ente o possessore di attività destinata a fare economia? Se così è come conseguenza di una Chiesa che non paga e non corrisponde quanto deve, o non rende quanto invece ha preso, è evidente che debba mettersi in regola: mi pare però un'esagerazione costruita a misura. Forse occorrerebbe meglio chiarire i fondamenti del lavoro che svolge, che sempre svolgerà, questa grande casa della fede. La Chiesa non dovrebbe essere supplente di un vuoto istituzionale, ma protagonista assoluta di un ripensamento culturale, affinché ogni persona mantenga e custodisca la propria dignità nel rispetto dovuto. Vincenzo Andraous SANITA' Grazie alla Rsa di Cervesina nAttraverso la Provincia Pavese intendiamo ringraziare il personale della Rsa Icos di Cervesina che per molti anni ha dedicato le proprie risorse mediche, infermieristiche e soprattutto umane all'assistenza della nostra cara mamma Emma, deceduta il 9 marzo scorso. Auguriamo alla nuova gestione Sair di proseguire nella stessa tradizione di umanità e competenza, con la speranza che la Rsa di Cervesina resti sempre un punto di riferimento del nostro territorio. A tutti gli oOspiti e ai loro familiari un abbraccio. Abbiamo camminato insieme a lungo condividendo una irripetibile esperienza di amore e solidarietà. I figli di Emma Cozzari