«Tradita la fiducia negli amici di Giorgia»
VOGHERA «Giorgia era bella, buona e finalmente brava anche a scuola. Era una ragazza serena, piena di voglia di vivere e di fare. Era solare, altruista e giudiziosa».A dieci giorni dal tragico incidente stradale che ha tolto loro l'unica figlia, morta a soli 17 anni, Cristian Riccardi e Manuela Lugano, il papà e la mamma della studentessa dell'istituto vogherese Pascal, rompono il silenzio nel quale si erano rinchiusi, distrutti dal dolore e dal peso insopportabile della perdita, e accettano di parlare, attraverso il loro legale, l'avvocato Claudia Marenzi. «Giorgia – sottolineano – merita di essere ricordata per quello che effettivamente era e non (solo) per quello che lei stessa aveva deciso di esternare sulla bacheca di Facebook, da cui pare che siano state tratte le sue foto oltre che alcune sue citazioni. Noi l'amavano molto e la seguivamo con attenzione, insieme ai suoi nonni e alla zia. Ma avendo ormai diciassette anni, quindi a un passo dal raggiungimento della maggiore età, di comune accordo avevamo ritenuto che fosse giusto concederle una certa libertà, proprio per responsabilizzarla. Anche perché Giorgia meritava la fiducia che avevamo riposto in lei». Arriviamo così a quel maledetto sabato 3 marzo. Il giorno della tragedia. «Proprio per questa fiducia – spiegano i genutori – le avevamo consentito di partecipare alla grigliata e di raggiungere Bagnaria in auto con i suoi amici, tanto più che Giorgia ci aveva tenuta nascosta la circostanza che insieme ai suoi quasi coetanei vi sarebbero stati anche dei ragazzi molto più grandi: solo da poco tempo, infatti, ci aveva informato di provare una simpatia per un ragazzo di ventidue anni (in realtà Alessandro Silvi ne ha trentadue) che lavorava e che qualche volta passava a prenderla in auto, la stessa su cui si trovava Giorgia quel terribile pomeriggio». «Non c'è stato purtroppo tempo a sufficienza per incontrare o conoscere di persona quel ragazzo – spiegano ancora Cristian e Manuela – per questo fa molto male a noi e ai nostri parenti sapere che lo si definisca il fidanzato di Giorgia, facendo presumere che abbiamo accolto in casa quella persona, o addirittura che fossimo consenzienti per quella sua relazione. E' per questo che abbiamo chiesto di non indicare più quella persona come il fidanzato di Giorgia». I genitori della ragazza confessano tutta la loro amarezza «per non aver verificato a fondo le parole di Giorgia, pur essendo consapevoli che un nostro divieto a frequentare quella persona l'avrebbe probabilmente allontanata da noi e ancor più legata a quei ragazzi troppo grandi per lei. Ma soprattutto proviamo un profondo dispiacere, non tanto per essere stati fuorviati dalle bugie umanamente comprensibili di un'adolescente di cui ci fidavamo, ma piuttosto di essere stati traditi da chi, essendo molto più grande e godendo della fiducia della loro amica Giorgia, avrebbe dovuta proteggerla anziché consentire che l'auto sulla quale viaggiava fosse condotta a folle velocità». «Chi ha causato quel folle incidente – concludono i genitori – ha tradito noi ma soprattutto Giorgia. Per questo pretendiamo che venga fatta piena e completa luce sulla dinamica dell'incidente, che vengano accertate fino in fondo le responsabilità. Chi ha causato la tragedia, deve pagare con una condanna esemplare».