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voghera L'Asm spieghi il perchè di quel maxi-debito nHo letto in questi giorni sulla Provincia pavese la notizia di un amministratore di condominio che qui a Voghera avrebbe, uso il condizionale, "distratto" circa 180.000 euro agli inquilini degli stabili da lui amministrati. Questo fatto mi spinge ad alcune considerazioni che non riguardano il fatto in sé, che lascio ai rapporti fra gli interessati e alle eventuali conseguenze legali che si svilupperanno in seguito. Ciò che mi preme di commentare, e credo che la cosa interessi tutti i cittadini vogheresi, è come sia potuto accadere che l'Asm abbia consentito l'accumulo di un debito così rilevante, sempre che la notizia sia fondata, da parte di un amministratore di condominio. Fino ad oggi avevo sempre creduto e pensato che al cittadino moroso, dopo un paio di solleciti e qualche avviso, fossero chiusi i contatori fino al saldo del debito, ma evidentemente o sono un ingenuo e mi sbagliavo oppure non mi sbagliavo e c'è qualcuno (vedi ad esempio amministratori di condominio) più uguale degli altri. Probabilmente gli amministratori della nostra azienda cittadina troveranno motivazioni profonde e plausibili per giustificare quanto accaduto, sperando sempre da ingenui che si sia trattato soltanto di un incidente, ma resta il fatto rilevato di una disparità di trattamento fra chi non può pagare perché magari senza lavoro e chi invece accumula debiti utilizzando i soldi di altri con la tolleranza di chi dovrebbe intervenire per tempo. Luigi Bassanese PAVIA Ricordi da falchetto sull'isola di Garibaldi nIl bell'articolo sul bambino "falconiere" (La Provincia pavese, 4 marzo) mi ha fatto ricordare con grande nostalgia i tre falchetti che, in periodi successivi, ebbi da piccolo in Sardegna. Li chiamai Checco 1°, Checco 2° e Checco 3°. A quei tempi (anni '40/'50), nella mia isola, avere un "attolibriu" (falchetto) era, per noi bambini di antiche famiglie, quasi un obbligo oltre che una piacevole compagnia e la legge lo permetteva. Tutti e tre i falchetti erano stati trovati da un mio zio nelle sue campagne, in nidi abbandonati. Erano ancora implumi e penso che per questo mi ritenessero un loro genitore. Nei primi mesi li alimentavo dando loro latte e pane con un contagocce; successivamente il loro cibo prediletto era il polmone crudo, che pretendevano di fare a pezzi loro stessi a colpi di becco e artigli. Ciascuno viveva libero, senza catene né cappuccio, in una grossa scatola sul terrazzo della mia casa che, probabilmente, ritenevano essere anche la loro. Al mio richiamo volavano sulla mia spalla e poi, pronti per la passeggiata, si posavano delicatamente, in modo da non ferirmi, sull'indice della mia mano sinistra priva di guanto, guardandomi con attenzione in attesa di un mio eventuale comando. Una sola volta, per proteggermi da un cane randagio, Checco 1°, di sua iniziativa, si lanciò per difendermi e il suo decisivo intervento mise il cane in fuga: quella sera venne a dormire ai piedi del mio letto, cosa che non aveva mai fatto in precedenza. Se qualcuno dei miei amici, scherzando, mi minacciava con la mano, erano subito pronti ad attaccare per difendermi ed era mia premura tranquillizzarli per evitare che diventassero pericolosi. I primi due falchetti, ignari del pericolo, morirono sotto le ruote di due delle poche automobili che allora circolavano in Ozieri, la mia città. Checco 3°, invece, volò via dal balcone di casa a La Maddalena, dove la mia famiglia si era trasferita, spaventato dalle grida della nostra governante e sicuramente frastornato per la nuova «residenza». Temendo che non fosse in grado di procurarsi da solo il cibo, lo cercai, persino nella vicina isola di Caprera, anche con l'aiuto di due cani addestrati per il controllo delle greggi. Vista la mia disperazione, parteciparono alla vana ricerca anche i custodi della casa di Garibaldi e la stessa figlia dell'Eroe, Donna Clelia, che era in buone condizioni di salute nonostante fosse quasi novantenne, si offrì di aiutarmi a ritrovarlo. Sebastiano Caronni Orsenigo universita' Pavia renda omaggio a Gigli Berzolari nRicorrono i due mesi dalla scomparsa dell'Emerito Prof. Alberto Gigli Berzolari e, tenuto conto che durante i nove anni del suo Rettorato sono stato al suo fianco in veste di Direttore amministrativo dell'Università, ritengo doveroso da parte mia ricordarlo non solo per le sue virtù umane e per i meriti scientifici e professionali già abbondantemente riconosciuti, quanto per additarlo alla riconoscenza della comunità cittadina perchè se ne perpetui la memoria. Al di là di essere stato un docente di chiara fama e aver ricoperto la carica di Rettore, egli fu per due anni presidente dell'Istituto nazionale di Fisica Nucleare, carica appartenuta a Fermi e ad Amaldi. Fu peraltro giocoforza che Gigli dovesse lasciare tale prestigioso ufficio per potersi dedicare esclusivamente alla propria Università. A Gigli Berzolari compete riconoscere l'impegno profuso a favore del suo Ateneo e della sua Città, entrambi amati profondamente, e che avvertiva tra loro interdipendenti, legati da uno stretto vincolo per la comune passata gloria, anche sul piano della cultura. Ed è appunto cultura che, con nobile disinteresse, egli poneva a fondamento di ogni suo intendimento e operatività. E', quindi, in tale ottica che va letta l'aspirazione a che la Città assurgesse ad essere e sentirsi vera Città universitaria, in modo non dissimile da rinomate realtà estere; pertanto diede corso, nell'ambito dell'Ateneo, ma senza perdere di vista le esigenze del territorio, a una consistente espansione edilizia, ritenendo giustamente che anche l'Università dovesse adeguarsi a tale prestigiosa configurazione. Si apriva un periodo di profonde e, financo, tumultuose trasformazioni. E' nella prospettiva di tale incombente futuro che egli riservava particolare attenzione e simpatia ai giovani sia che fossero studenti sia, e in particolar modo, che aspirassero ad avviarsi alla carriera universitaria, sempre innamorato del loro fresco entusiasmo e della loro fervida genialità. Per quanto riguarda gli studenti, era orgoglioso che la Città disponesse di una rete di strutture recettizie loro riservate, pubbliche e private, largamente superiore a quelle di tutti gli altri Atenei, e si adoperò perchè queste si coordinassero fra loro e, anzi, potessero incrementarsi. Non minore attenzione riservò alle strutture e alle attività sportive sostenendo in ciò l'azione del Cus. Con lui presero pertanto avvio o vennero sostenute molte altre realizzazioni che oggi costellano la città e che rispondevano alla sua visione della necessità simbiotica di Città e Ateneo, quali il riconoscimento della qualificazione di Irccs al San Matteo, l'incoraggiamento alle altre due eminenti realtà sanitarie insistenti sul territorio, che poi sarebbero state esse pure riconosciute Irccs, nel presupposto che si rafforzassero e potessero dar vita a un unico Polo Sanitario di eccellenza nazionale; ma ciò che ai miei occhi appare maggiormente significativo è di aver preconizzato in qualche modo la nascita dello Iuss (Istituto Universitario di Studi Superiori) che può essere qualificata come una seconda Università destinata all'ampliamento formativo di giovani, italiani e stranieri, altrimenti laureati, istituto poi realizzato da un altro eminente Rettore: queste due grandi realtà pongono la Città ai vertici del sistema universitario nazionale. Gesuino Piga già Direttore amministrativo dell'Università di Pavia SAN MARTINO La bufera sulla Lega troppi commissari n Ci tengo a precisare la mia posizione su quanto sta accadendo nella Lega rispetto a quanto mi è stato attribuito. Durante un colloquio con una giornalista della Provincia a proposito dell'ulteriore taglio di indennità di noi assessori per far quadrare il bilancio del Comune, a una domanda sulla bufera che ha investito la Lega ho risposto che se un politico prende 20mila euro al mese non vedo il bisogno di chiedere mazzette e che alla Lega non risultava nessuna entrata del genere. A proposito di Boni, credo che se fossero stati certi della sua colpevolezza lo avrebbero arrestato: poteva inquinare le prove, se non l'hanno fatto è perchè non avevano in mano niente. Ho raccontato poi che Boni era stato a San Martino al teatro a parlare ai militanti, e annunciato che non sarei andato a Garlasco (domenica 11, ndr) a votare per i delegati al congresso senza spiegare il perché (non potevo votare, mi mancava il rinnovo), però ero molto deluso da questo clima con commissariamenti vari, proprio ora che la Lega si sta staccando dal Pdl. Luigi Bossi STRADELLA Memorial Chiappero A tutti il nostro grazie nDomenica 11 si è svolto l'8° Memorial Aurelio Chiappero - Torneo di Badminton, al Palazzetto dello Sport di Stradella. Anche quest'anno l'organizzazione dell'evento è stata impeccabile: il prof. Danilo Manstretta, al quale va il nostro più vivo ringraziamento e la nostra profonda riconoscenza, si è come sempre prodigato con sincera passione affinché la manifestazione si svolgesse nel migliore dei modi. Un ringraziamento particolare al sig. Ilario Lazzari, presidente Veterani dello sport di Pavia, per il contributo e il sostegno continuo al Badminton. Infine un sentito ringraziamento all'Assessore allo sport di Stradella, Piergiorgio Maggi, per la gradita presenza alla cerimonia di premiazione. Marinice, Lorenza ed Enrico Chiappero