I sindaci della Bassa a Parma: da Autorità l'ok agli interventi
di Giovanni Scarpa wMONTICELLI Mappatura del territorio, verifica dello stato di avanzamento lavori dei progetti già approvati, possibilità di procedere alla rimozione di sedimenti e sabbioni, dove sia veramente necessario. I sindaci della Bassa che si sono incontrati l'altro giorno con l'Autorità di Bacino a Parma portano a casa questa volta qualcosa di più di una promessa: un piano concreto di intervento per mettere in sicurezza il tratto fra il ponte della Becca fino alla foce del Lambro. Un rischio idrogeologico che tocca molti Comuni: Monticelli, Linarolo, Spessa, San Zenone, Pieve Porto Morone, Costa de' Nobili, Badia, Chignolo, Santa Cristina. E infatti, l'altro giorno, c'erano quasi tutti gli amministratori della Bassa (sindaci o loro delegati) davanti al segretario dell'Autorità di Bacino di Parma, Francesco Puma. Con unico obiettivo: sensibilizzare l'ente che più di tutti può sbloccare una situazione critica che va avanti da anni. Tutti hanno parlato, illustrando problemi ed emergenze sul proprio territorio. Da Enrico Berneri, sindaco di Monticelli, che ha parlato del pericolo di sfondamento dell'argine maestro, delle erosioni spondali diffuse, delle formazioni di sabbioni finora ritenuti "intoccabili", fino alla pulizia dell'argine, a Pietro Scudellari (Linarolo) che ha parlato a lungo del Ponte della Becca e dell'erosione della riva a Vaccarizza. C'era Angelo Cobianchi (Pieve Porto Morone) che ha lamentato il ritardo di due anni per i lavori dell'innalzamento dell'argine, a fronte dello stanziamento dei fondi già pronto. «Puma, ha mostrato non solo disponibilità ma anche conoscenza di tutti i problemi messi sul tavolo – commenta il sindaco Berneri –. Siamo cauti, ma anche soddisfatti per il passo in avanti fatto».