Familiari alle prese con i costi del processo
BRONI Sono 250 i morti che attendono giustizia. Ma non tutti i parenti delle vittime si costituiranno parte civile al processo Fibronit che si terrà a Voghera il 16 aprile. Per alcuni l'ostacolo è come pagare l'avvocato. Si parla di almeno una cinquantina di udienze, perizie, atti, fax e telefonate che, stando alle vecchie parcelle, potrebbero costare fino a 70mila euro più iva. Certo, in caso di un legale con più assistiti le spese sarebbero ripartite e si farebbero ben più basse. Tra i familiari per ora sono scattate le telefonate per sondare prezzi e condizioni poste dagli avvocati. E lì c'è di tutto: legali che sono disposti a lavorare a basso costo ma che chiedono il 10% in caso di un eventuale risarcimento dei danni, altri che chiedono 500 euro per ciascun familiare contando però di assistere almeno una cinquantina di persone. Altri che chiedono il pagamento di tutte le spese vive sia per il deposito di atti sia per trasferimenti ed eventuali perizie. Per chi ha un redditto inferiore ai 9mila euro l'anno inoltre c'è la possibilità di farsi assistere anche gratuitamento con il patrocinio legale. Si vedrà in aula il 16 come avranno deciso i parenti della vittime. Quel che è certo è che i pm di Voghera si muoversi sulla piattaforma stabilita dal collega torinese Guariniello al processo contro i titolari della Eternit di Casale Monferrato. A Voghera andranno a processo in dieci: sono il responsabile dello stabilimento Maurizio Modena (60 anni) e i consiglieri di amministrazione susseguitisi nel tempo Dino Augusto Stringa (89 anni), Teodoro Manara (76), Michele Cardinale (70), Lorenzo Mo (67), Claudio Dal Pozzo (73), Giovanni Boccini (73), Guglielma Capello (75), Domenico Salvino (69) e Alvaro Galvani (66). Dovranno rispondere di disastro doloso, omissione dolosa delle norme antinfortunistiche, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Le amministrazioni pubbliche, compreso il Comune di Broni, si sono già costituite parti civili al processo e chiedono agli imputati il risarcimento dei danni ambientali. Sarà un processo importante per un territorio ferito da quello squarcio di 140mila metri quadri da anni inglobato nel centro abitato di Broni. E sarà sicuramente un processo monumentale: sarà il giudice a decidere il calendario delle udienza, ma si andrà avanti per non meno di un anno prima del verdetto.