L'Ocse vede la ripresa le Borse non si scaldano

di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES L'economia italiana non è su una china disastrosa. E non lo è nemmeno quella europea. Lo certifica l'Ocse, l'Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica, secondo la quale per il nostro paese ci sono, seppur moderati, veri segnali di crescita. A gennaio il super-indice delle economie occidentali presentato ieri arriva a quota 100,9, salendo di 0,4 punti rispetto a febbraio. Una tendenza seguita anche dall'Italia, il cui indice cresce di 0,4 punti arrivando a 96,6. Un «possibile cambio positivo» l'Organizzazione lo vede per tutta l'Eurozona, il cui indice è salito di 0,2 punti a 98,7. «Segnali più forti, anche se timidi, stanno cominciando a emergere in tutte le principali economie Ocse e per l'Eurozona nel suo insieme», scrive il rapporto. Previsioni che però non hanno toccato le Borse europee, che ieri sono rimaste molto prudenti, e, come Milano che ha registrato un +0,1%, hanno tutte chiuso vicino alla parità. E' un momento di attesa, con qualche tensione. Il capitolo Grecia è quasi chiuso, anche se restano alcune incertezze, ed ora si guarda con preoccupazione al Portogallo, mentre si vorrebbe maggiore chiarezza sulle mosse del governo spagnolo, che ha assicurato di confermare l'obiettivo del deficit al 3% del Pil per il 2013, ma che per farlo dovrà attuare politiche di grande rigore, visto l'8,5% registrato a fine 2011. Le tre Borse di questi tre paesi hanno risentito del clima ed hanno chiuso con sensibili cali: Madrid (-1,24%), Lisbona (-1,29%) e Atene (-2,45%). A Bruxelles ieri sera si è riunito l'Eurogruppo, con Mario Monti in veste di ministro delle Finanze, ed oggi l'incontro sarà allargato a tutto l'Ecofin. Non sono arrivate molte notizie che possano tranquillizzare o stimolare i mercati. Sulla Grecia si è deciso per un via libera «politico» al piano di salvataggio, ma per il via libera definitivo (al momento rinviato a una teleconferenza nei prossimi giorni) si vuole aspettare l'impegno del Fondo monetario internazionale, che a sua volta lega il suo intervento al potenziamento del fondo salva-stati Esm, cosa della quale, però, ieri sera non si è discusso. La Germania ancora aspetta più chiarezza sulla situazione complessiva e se ne riparlerà alla fine del mese. Si è discusso invece di Spagna, difesa dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble secondo il quale «la situazione non è quella della Grecia, e i mercati lo sanno». ©RIPRODUZIONE RISERVATA