Silenzio sulla sorte di Rossella

ROMA Nessun segnale, nessuna indiscrezione, nessuna notizia. E mentre ieri è stato rilasciato il gendarme mauritano rapito - secondo diverse fonti - dalla stessa rete, l'Aqmi (Al Qaida per il Maghreb islamico), che terrebbe prigioniera Rossella Urru, il silenzio avvolge la sorte della giovane cooperante italiana sequestrata in ottobre nel sud dell'Algeria. E non aiutano ad avere qualche indicazione le notizie confuse di alcuni media mauritani che una settimana fa ne avevano annunciato la liberazione imminente. Lo ha puntualizzato il ministro degli Esteri Giulio Terzi: «Ho trovato estremamente spiacevole e negativo il rimbalzare immotivato delle notizie false» sul caso Urru. Ma se la possibile trattativa per il rilascio di Rossella è comunque accompagnata dal consueto riserbo, la totale mancanza di notizie anche solo sul suo stato di salute lascia inevitabilmente spazio a interrogativi e paure. «Speriamo che sia una buona notizia anche per Rossella», commenta Mario Sulis, zio della ragazza di Samugheo rapita 140 giorni fa. I genitori Graziano e Marisa continuano a mantenere la linea del silenzio adottata fin dal primo giorno del rapimento. Dalla Farnesina, per quel poco o quasi nulla che trapela da casa Urru, segnali e informazioni che possano indurre all'ottimismo pare non ne siano arrivati. L'inviata del ministro degli Esteri per le emergenze umanitarie, Margherita Boniver, nei giorni scorsi in Mauritania, aveva assicurato che il «governo italiano» si impegna con «tutti i canali a sua disposizione» a «far liberare sempre» i suoi cittadini presi in ostaggio.