Agguato a Garlasco Picchiato e derubato un commerciante
Si chiama "Ghost baton". Ma è un classico manganello, composto da due pezzi estensibili: tutto aperto è lungo 61 centimetri, e pesa 360 grammi. E presto sarà appeso al cinturone dei vigili urbani di Gropello. Il Comune infatti ha appena deciso di rinnovare il vestiario della polizia locale. E oltre a berretti e cinturoni ha acquistato anche un manganello. Insieme alla relativa custodia, questo "bastone tattico estensibile" costa oltre 100 euro. Cioè quasi il 40 per cento dei 273 euro spesi in totale. di Gabriele Conta wGARLASCO Lo hanno aspettato nel buio, nascosti tra i cespugli. E poi gli sono saltati addosso, stordendolo con uno spray al peperoncino e riempiendolo di pugni. Brutta avventura per il titolare del "Compro oro" di corso Cavour, a Garlasco: l'altra sera due malviventi l'hanno aggredito sotto casa a San Biagio, in via Cantone. «Pensavano che avessi con me l'incasso – racconta – ma sono riusciti a portarmi via soltanto il computer e una tracolla con i miei effetti personali». L'aggressione è avvenuta verso le 19.30. «Ho sentito dei passi dietro di me mentre chiudevo a chiave l'auto», racconta N.L., che ha 33 anni e gestisce il negozio di corso Cavour insieme alla madre. «E poi all'improvviso sono stato aggredito». Un malvivente strattona il commerciante per la spalla. Poi lo gira verso di sé, e gli svuota in faccia una bomboletta di spray al peperoncino. «Puntava agli occhi – racconta il commerciante – ma siccome sono molto alto è riuscito ad arrivare soltanto alla bocca». Anche se stordito dallo spray urticante, il titolare del "Compro oro" cerca comunque di difendersi. E il malvivente inizia a colpirlo. «Mi ha dato un colpo sulla mascella con la bomboletta – racconta N.L. – e poi ha iniziato a prendermi a pugni in faccia». Mentre un malvivente picchia, l'altro apre la portiera della macchina e arraffa tutto quello che trova. «Cercavano l'incasso, o forse l'oro – racconta il commerciante di Garlasco – ma avevo con me soltanto una borsa con dentro il computer e una tracolla con pochi effetti personali». All'improvviso come sono arrivati, i due rapinatori scappano. «Ho visto un'utilitaria chiara che gli aspettava alla fine di via Cantone – racconta ancora N.L. –. Non ho visto se alla guida c'era un terzo complice... In realtà non ho visto in faccia nemmeno i due che mi hanno aggredito: era troppo buio, e loro avevano una cuffia nera in testa e il cappotto alzato sulla faccia». Difficile dire di che nazionalità fossero i due:durante l'aggressione i rapinatori non hanno detto nemmeno una parola. «Il tutto è durato meno di trenta secondi – racconta ancora il titolare del "Compro oro" di corso Cavour" –. Avevo la bocca in fiamme per il peperoncino, e i continui pugni in faccia mi stordivano. Appena sono riuscito a divincolarmi ho gridato aiuto». La paura infatti è stata grande. «Ma sono più spaventato adesso che allora», sostiene N.L. «So che mi è andata bene. Ma so anche che potrebbe capitare ancora...» Una cosa infatti è certa: i rapinatori tenevano d'occhio da tempo i movimenti del commerciante di Garlasco. «Sapevano benissimo a che ora sarei tornato a casa, e dove avrei parcheggiato – racconta il titolare del "Compro oro" –. E qualcuno deve averli avvertiti quando ho lasciato dal negozio, perché quella sera sono uscito un po' prima per andare a una partita di calcetto». Oggi rimane la paura. E la sensazione sempre più forte di essere in pericolo. «Di questi tempi sembra di essere nel Far West». ©RIPRODUZIONE RISERVATA