Fatture pubblicitarie A processo Ascagni ex presidente Voghe
di Roberto Lodigiani wVOGHERA Roberto Ascagni, assicuratore, dal gennaio 2008 al 2010 presidente del Voghera calcio, sarà processato per appropriazione indebita. Il dibattimento, davanti al giudice monocratico del tribunale penale, si aprirà il prossimo 7 maggio. La vicenda per la quale l'ex patron rossonero sarà giudicato su richiesta della procura, dopo la denuncia presentata nei suoi confronti dalla holding che controlla il sodalizio sportivo di via Facchinetti, è relativa alle fatture pubblicitarie che Ascagni - secondo l'accusa - avrebbe illecitamente intascato. Una tesi che l'assicuratore ha sempre seccamente respinto, sostenendo che quel denaro era il compenso, lecito, per i contratti da lui procacciati. Oggi Ascagni, appresa la notizia della fissazione del processo, ribadisce la propria estraneità ai fatti contestati. «Non vedo l'ora che il processo cominci per dimostrare come stanno realmente le cose – sottolinea – Sono assolutamente tranquillo e sereno. Il rinvio a giudizio? Prassi normale, quando viene presentata una denuncia. Ora andremo in aula a far saltar fuori la verità». Quella del 7 maggio, con ogni probabilità, sarà solo un'udienza di passaggio e di smistamento; tempi più lunghi perchè il dibattimento entri nel vivo. Siamo di fronte, in ogni caso, a un nuovo capitolo della lunga querelle che oppone l'ex presidente all'attuale stato maggiore rossonero che fa capo al direttore generale Donato Troiano: dapprima soci, con l'intesa siglata nell'aprile 2009, ma poi protagonisti di una clamorosa rottura i cui strascichi non si sono ancora esauriti. Dopo essere stato denunciato per appropriazione indebita, Ascagni ha reagito con una controquerela per calunnia; in sede civile, l'arbitrato davanti al notaio Maestroni ha dato ragione alla holding, imponendo all'ex numero uno di via Facchinetti un risarcimento di 40mila euro, somma dovuta per due fatture, una di rimborso spese e l'altra per la raccolta dellae sponsorizzazioni pubblicitarie. A questo esito, Ascagni ha reagito sostenendo di essere comunque debitore di 150mila euro nei confronti della holding. ©RIPRODUZIONE RISERVATA