AL TEATRO FRASCHINI
PAVIA Lunedì sera alle 21 Paolo Fresu e Omar Sosa saranno protagonisti al Teatro Fraschini della serata inaugurale della rassegna musicale "Dialoghi: jazz per due", giunta alla sua XIV edizione. Il trombettista sardo e il pianista cubano a Pavia chiuderanno il loro tour italiano concomitante con la pubblicazione dell'album "Alma", che getta un ponte fra improvvisazione e profumi caraibici, fra jazz e world music e che attraverso un ideale quanto improbabile fil rouge riesce a collegare Cuba e Mediterraneo. Voci musicali uniche e differenti insieme per uno speciale progetto che combina elementi musicali tradizionali e moderni. Fresu, a che punto del suo percorso artistico si trova "Alma"? «E' il punto di arrivo di una collaborazione che negli ultimi anni ha messo a confronto poetiche musicali apparentemente diverse ma in realtà complementari. Omar Sosa ed io siamo molto felici del risultato e anche la prima data della tournée, a Parigi, è andata benissimo. E' un disco importante, perché arriva dopo quasi cinque anni di cose fatte insieme, in duo, talvolta anche in trio, con Trilok Gurtu (percussionista e batterista indiano, ndr)». Che cos'è un dialogo jazz? «Tutta la musica è dialogo, in quanto fatto artistico corale. A meno che non si parli di un solista, ogni volta che si porta in scena un brano musicale ci deve essere una comunicazione tra gli esecutori, siano essi due, tre o più. Suonare in due è più difficile, perché il dialogo è serrato e l'importante non è tanto cosa si esegue, quanto trovare la persona giusta con cui farlo. Allora la musica diventa un gioco. Omar Sosa nel mio caso è la persona giusta e il gioco ci appartiene molto, e "Alma", lo dice il titolo, è un disco giocoso». Perché far dialogare il jazz con altre culture musicali? «Il jazz è per antonomasia la musica del dialogo: nato all'inizio del secolo scorso dall'incontro dell'Africa con l'Europa, il jazz racconta la cultura del '900, racconta di immigrazioni, di cultura nera, africana, afroamericana. Il jazz è la musica del "meticciamento", è spugnosa, nasce per accogliere e assorbire contaminazioni da tutte le parti. E il musicista di jazz deve sempre guardarsi intorno, con grande apertura». Lei è un musicista cosmopolita, ma nel mondo porta anche un po' della sua Sardegna? «Ogni musicista, forse in modo particolare il jazzista, porta nel suo mondo musicale ciò che ha vissuto. La Sardegna è prepotentemente presente nella mia musica, a volta anche in modo didascalico, lo è in "Alma" fin dall'inizio, con il brano d'apertura "S'inguldu". In Sardegna ho una casa, i miei parenti, le amicizie, anche legate ad altri mondi creativi come quelli di scultori e letterati, c'è il Festival "Time in Jazz" di Berchidda (in provincia di Olbia-Tempio, ndr), che ho ideato e di cui sono direttore artistico, che il prossimo agosto inaugurerà la sua venticinquesima edizione, e i seminari che organizzo a Nuoro. La Sardegna rimane il mio buen retiro». A quali altri progetti sta lavorando? «Ho appena chiuso una tournée con il chitarrista americano Ralph Towner e un'altra con dei cantori corsi, ho registrato un cd con il mio quartetto (il Quartetto Alborada e Milena Vukotic, ndr) e lavorato all'audio libro per bambini che uscirà l'anno prossimo e s'intitola "Nidi di note" (tutte le info su www.nididinote.it), con testi di Bruno Tognolini, illustrazioni di Alessandro Sanna e filastrocche musicali scritte da me e da mia moglie. L'idea è quella di offrire ai bambini la possibilità di avvicinarsi alla musica in tenerissima età, attraverso laboratori musicali nei nidi e nelle scuole d'infanzia. Sono padre di un bambino di 4 anni e vedo che la musica è assente nelle scuole. Fin dove possibile, vorremmo sopperire a questa mancanza». Gli altri concerti della rassegna : lunedì 19 marzo, Ares Tavolazzi e Christian Saggese; martedì 3 aprile, Fabrizio Bosso e Luciano Biondini; venerdì 13 aprile, Joe Bowie e Mauro Ottolini, tutti alle 21 in S. Maria Gualtieri. I biglietti per il concerto di lunedì al Fraschini – da 20 a 10 euro - si acquistano in teatro dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19 oppure online sul sito www.teatrofraschini.it. quelli per S. Maria Gualtieri costano 10 euro. Informazioni al numero 0382.399337. (m.pizz.)